Autore: Luigi Iannone

Le private confessioni di James Joyce

di Luigi Iannone, 5 Gennaio 2017

Lettere e saggi (pagine 1101) è un volume mastodontico nonostante per un autore come James Joyce considerato a ragione tra i giganti della letteratura mondiale possa presentarsi erroneamente come corredo delle sue opere. Lo pubblica il Saggiatore che ha raccolto circa due quinti delle lettere venute alla luce dopo la sua morte e che pensò…


Emil Cioran, tra divagazioni e frammenti

di Luigi Iannone, 4 Gennaio 2017

Il fondo oscuro della nostra coscienza. Quante volte abbiamo letto o ascoltato questa frase allo stesso tempo orribile e liminare ad ogni sorta di luogo comune. Emil Cioran è il chiavistello per immergersi totalmente in quel fondo oscuro. Pur essendo letterato e filosofo, non biascica articolate o incomprensibili elucubrazioni filosofiche, né si perde in sofisticherie…


Passeggiare tra le rovine, la ricetta di Gambescia contro la decadenza

di Luigi Iannone, 31 Dicembre 2016

L’ultimo libro di Carlo Gambescia Passeggiare tra le rovine (Edizioni Il Foglio, p.200, euro 14) è un saggio ben strutturato la cui prospettiva è chiara sin dal titolo e dalla quarta di copertina. Gambescia chiarisce infatti le intenzioni sin dall’inizio: “I lettori non si aspettino geremiadi sul buon tempo antico. Oppure un elogio di questa…


Le Mille e una notte

di Luigi Iannone, 6 Dicembre 2016

Tra le innumerevoli perversioni del fondamentalismo islamico c’è quella di averci fatto dimenticare la inscindibile connessione dell’Europa con la cultura araba. Non è un dato di poco conto. I fumi dell’isteria anti-terroristica, peraltro giusti e condivisibili, spesso ci impediscono però di ritornare a quote di riflessioni più pacate, annebbiano i ricordi come se le avventure…


Massimo Fini, l’antimoderno

di Luigi Iannone, 3 Dicembre 2016

Un tempo si sarebbe detta ‘opera omnia’ ma trattandosi di Massimo Fini, uno allergico a tutte le convenzioni, abbiamo l’obbligo di non confinare quest’ultimo volume (La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle) nel magma indistinto della nostra editoria. Anche perché, utilizzando canoni e modelli a lui inadatti, rischieremmo di avvertire quel…


La voce del Ribelle, di nuovo in edicola

di Luigi Iannone,

Sono passati pochi anni da quel 2008 in cui Massimo Fini e un gruppo di giornalisti, tra cui Valerio Lo Monaco, Federico Zamboni, Alessio Mannino e Ferdinando Menconi fondarono La Voce del Ribelle. Fini collaborò fino al 2011, quando la rivista divenne on-line raggiungendo i 3000 abbonati e ad essa si aggiunse una WebRadio. Vicissitudini…


Il Dio lontano, le riflessioni sul Bene e sulla Natura di Sossio Giametta

di Luigi Iannone, 16 Novembre 2016

Sossio Giametta, autore di tanti libri su Nietzsche, raccoglie in questo suo ultimo volume dal titolo Il Dio lontano (Castelvecchi editore, euro 19,50), dieci conferenze di cui cinque tenute e cinque nuove. Come si legge nella quarta di copertina sono riflessioni sul mondo, sul Bene, sulla Natura, sulle tre missioni essenziali di Nietzsche, sulla metafisica…


L’Omo Salvatico: Giovanni Papini contro la modernità

di Luigi Iannone, 11 Novembre 2016

Solo il primo ‘900 ci ha fornito un numero così alto numero di intelletti brillanti e controcorrente. Altre epoche storiche sono state gravide di ingegni, ma quei decenni furono una fucina vorticosa di talenti, una miscela esplosiva di individualità che raramente fecero sintesi e che, tuttavia, ancor oggi si stagliano molti metri al di sopra…


Il revisionista Pino De Rosa e i fatti di Piacenza

di Luigi Iannone, 31 Ottobre 2016

Va ripetuto fino alla noia. A costo di essere pedanti e monotoni: la Storia o si nutre di ‘revisionismo’ oppure è altra cosa; solo rimacinatura ideologica e nulla più. E se tanti, a parole, sono pronti in pubblico ad accettare e fare propria un’affermazione di tal genere, nella pratica fanno fatica a modificare presunte verità…


Armenia, il genocidio dimenticato

di Luigi Iannone, 11 Ottobre 2016

Si può correre dietro ai fantasmi del passato e farlo, poi, per tutta la vita? Parrebbe di sì, perché nessuno può liberare la propria coscienza se non prima emendato dagli antichi errori. Non che questo serva ad eludere cristianamente lo sbaglio compiuto e a depennarlo come si fa per uno scarabocchio su un foglio bianco…