Berlusconi spera nella Corte Europea per riprendersi tutto il centrodestra

di Francesco Giubilei
24 Gennaio 2017

In attesa di capire quando si andrà a votare, se verrà rispettata la naturale scadenza della legislatura o se, già nel 2017, andremo a elezioni anticipate, nel Partito Democratico è vicina la resa dei conti tra i renziani e gli oppositori interni dell’ex premier. 

La partita sembra essere però più intricata e complessa nel centrodestra. Gli scenari sono molteplici: Alessandro Campi, in un editoriale su “Il Messaggero”, ha teorizzato un’alleanza Salvini-Grillo, una possibilità ripresa in un’intervista rilasciata al Conservatore e denominata Gap (Grande alleanza populista). Fantapolitica? Non sembra, dopo le dichiarazioni rilasciate da Grillo a favore di Trump e Putin che non sono sfuggite ad Aldo Cazzullo che ha rilanciato questa possibilità in un commento sul Corriere della Sera

Un’altra strada è quella tracciata dal “Fronte identitario”, iniziativa lanciata domenica scorsa a Roma che riunisce varie anime della destra e ideata da Riva Destra (Sabbatani Schiuma), 1000 patrie (Fratus) e Patria (Iorio), non un partito ma un insieme di anime che si rivolgono ai partiti identitari (Lega su tutti) con l’obiettivo di promuovere politiche a sostegno della sovranità nazionale, delle identità dei popoli, della famiglia. Un progetto che si articola in una rete territoriale che tocca anche la Romagna con il circolo ravennate di Riva Destra guidato da Franco Battafarano.

Ciò che manca al centrodestra è però un leader in grado di riunire i vari partiti, correnti,  personalità sotto un progetto condiviso, le primarie potrebbero essere in tal senso un’occasione unica. Salvini ha dichiarato in un’intervista al Corriere che si terranno l’8-9 aprile, con o senza Berlusconi. Anche se sembra improbabile il mancato coinvolgimento del Cavaliere, se non altro per un fatto di credibilità della consultazione. Siamo quindi al punto di partenza con un centrodestra le cui sorti sono legate alla decisione della corte di Strasburgo sulla candidabilità o meno di Berlusconi che, dal canto suo, sarebbe disponibile e pronto a correre come candidato premier, magari con un’alleanza dopo le urne con Renzi se non si dovesse raggiungere, come è probabile, una maggioranza per governare.