Torniamo a votare per eleggere i presidenti delle province

di Redazione
7 Agosto 2019

Mentre il Paese si perde nel mare artificiale dell’informazione, Nazione Futura vuole richiamare l’attenzione dei cittadini su tematiche serie; a tal proposito questo articolo tratta una questione a noi molto cara: l’eleggibilità degli organi di rappresentanza provinciale.

Sono passati ormai cinque anni da quando la legge 56/2014 – l’eterna incompiuta del governo Renzi – ha eliminato l’elezione degli organi provinciali da parte del corpo elettorale, stabilendo che vengano eletti dai Sindaci e dai Consiglieri dei Comuni. Con questa legge abbiamo assistito a un vero e proprio impoverimento della sovranità popolare, grazie la quale gli “oligarchi” dei vari Comuni sono liberi di eleggere i loro rappresentanti provinciali senza la minima possibilità per i cittadini di esprimere la propria opinione in merito alle preferenze. Il popolo, non solo non può eleggere chi gestisce politicamente le istituzioni provinciali, ma non ha neanche il diritto di presentare un proprio candidato perché per la carica di Presidente della Provincia “sono eleggibili i Sindaci della provincia” e “sono eleggibili a Consigliere provinciale i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica”.

La legge 51/2014 è, di fatto, un disastro democratico, un “golpe provinciale” senza precedenti. Le cariche politiche provinciali non sono più espressione di volontà popolare e, come se non bastasse, si sono trasformate in vere e proprie “merce di scambio” tra i partiti, come fossero figurine Panini. Gli amministratori provinciali possono tranquillamente non curarsi della volontà popolare che non ha alcuna rilevanza politica in questo contesto.

Nel panorama politico comunale, regionale e nazionale, se i cittadini non fossero soddisfatti delle scelte e dell’operato dei rappresentanti a cui hanno dato il loro voto, potrebbero punire chi ha tradito la loro fiducia, in che modo? Togliendo il voto. Questa è la più alta forma di garanzia democratica per un paese.

Nelle province i nostri politici si sono costruiti un bellissimo “giardino bucolico” in cui vivere felicemente, incuranti dell’opinione pubblica; i nuovi “oligarchi” possono permettersi il lusso di non ascoltare il cittadino, di non curarsi della sua opinione, di ignorarlo completamente.

È necessario recuperare la sovranità popolare restituendo ai cittadini la libera scelta dei propri rappresentanti e così permettere al “supremo giudice”, i cittadini appunto, di valutare l’operato di chi amministra politicamente la cosa pubblica. La Provincia o c’è o non c’è, considerando che oggettivamente esiste, allora abbiamo il diritto e il dovere di votare chi la governa. Altrimenti si finirebbe come l’Unione Europea, ma questa è un’altra storia.

Davide Gabriele