Sul problema dell’accesso alla casa per i giovani cesenati c’è ancora molto da fare

di Redazione
29 Marzo 2018

Laboratorio Cesena è un movimento di idee nato nei mesi scorsi su iniziativa di alcuni giovani cesenati, con l’obiettivo di stimolare il dibattito cittadino. Si tratta della prima esperienza di think-tank giovanile indipendente nella nostra città.
Dopo aver affrontato il tema dello sport il gruppo da febbraio ha approfondito il problema nell’acquisto della prima casa per i giovani cesenati. Per comprendere le dinamiche di questo tema è stato lanciato un questionario on-line che ha raccolto circa 140 risposte da parte di Cesenati under 40, in seguito sono stati avviati incontri con i vari “attori” del territorio coinvolti: giovani, banche, imprese ed enti. Ad oggi il confronto è avvenuto con Bruno Piraccini (presidente di Orogel), Giancarlo Petrini (direttore del Credito Cooperativo Romagnolo) e Giampaolo Magnani (agente immobiliare). Presto verranno coinvolte associazioni di rappresentanza ed amministrazione comunale.

Il questionario e gli approfondimenti finora svolti hanno confermato come l’acquisto della casa per i giovani sia tuttora complesso e la situazione cesenate appaia più seria rispetto ad altre realtà vicine, principalmente a causa di prezzi ancora piuttosto elevati degli immobili.

Nel campione coinvolto dal questionario (privo di valenza statistica ma utile per comprendere il problema) solo il 24% ha acquistato casa e l’età media dell’acquisto è 30 anni. Di questi giovani il 69% ha acceso un mutuo, che in molti casi ha comportato il ricorso alla famiglia per avere sufficienti garanzie da fornire alla banca oppure per un contributo economico iniziale. Nessuno degli intervistati ha potuto invece utilizzare forme di sostegno pubbliche.
Tra coloro che ancora non hanno una loro casa di proprietà, invece, il 47% vive con i genitori, il 27% abita in una casa messa a disposizione dalla famiglia, il 18% vive da solo in affitto e l’8% con altre soluzioni (ad esempio presso il partner o con coinquilini). Tuttavia quasi il 70% di chi non ha ancora acquistato casa desidererebbe farlo prima possibile. A frenare questo passo emergono varie difficoltà: la principale è indubbiamente il credito (complesso sostenere la rata di un mutuo con stipendi iniziali di 1000/1200 euro, magari non certi) seguita dalla scarsa stabilità lavorativa ma anche la difficoltà nel trovare immobili rispondenti alle proprie esigenze (molti evidenziano spazi troppo piccoli). D’altra parte, in questa fase i bassi tassi d’interesse per i mutui casa rappresentano uno stimolo sebbene il sistema bancario appaia sempre più legato alla necessità di garanzie che i giovani faticano a dare senza il coinvolgimento attivo della famiglia che sembra essere un ammortizzatore sociale fondamentale.

Partendo da questa analisi “Laboratorio Cesena” ha iniziato a sviluppare alcune proposte. Innanzitutto l’attivazione di progetti di vero “social housing” destinati ai giovani, utilizzando prioritariamente fabbricati in corso di costruzione o terreni edificabili già urbanizzati, “abbandonati” a causa della crisi immobiliare e spesso fonte di incagli bancari. Si pensa a piccole iniziative che potrebbero, anche attraverso lo strumento della cooperativa di abitazione, da una parte ridurre sensibilmente il prezzo di acquisto per nuovi appartamenti e dall’altra contribuire a far ripartire un’edilizia “sana” che eviti il consumo di ulteriore territorio. Inoltre sembrerebbe utile l’istituzione di un fondo di garanzia per favorire la concessione di mutui bancari a fronte dell’acquisto di abitazioni da parte di giovani cesenati in possesso di determinate condizioni economiche e sociali. Si ipotizza un fondo rotativo con risorse pubbliche ma anche private (alcune grandi imprese del territorio potrebbero essere interessate anche per i propri lavoratori). L’attivazione di un prestito sull’onore a tasso zero o agevolato per sostenere le spese di ingresso nella nuova casa sia in caso di acquisto che di affitto (es. arredi, notaio, imposte, mediazione, allaccio utenze, ecc) in convenzione con le banche locali. Infine stante la difficoltà a trovare appartamenti in affitto a Cesena (soluzione utile almeno nei primi anni) si pensa ad un’ulteriore significativa riduzione IMU per i proprietari di case che affittano a giovani cesenati.

Purtroppo del problema della casa si parla pochissimo nel dibattito politico locale: lo scopo di “Laboratorio Cesena” è principalmente quello di porre l’attenzione su questo tema stimolando gli attori coinvolti a porre in essere soluzioni concrete.