Salerno, l’Ultima cena in chiave gay per pubblicizzare un evento notturno

di Redazione
13 Aprile 2017

Ultima cena in versione gay, divampa la polemica a Salerno per la locandina di un evento notturno, apparsa nei giorni scorsi nel capoluogo campano per pubblicizzare una serata in un noto locale cittadino. Cogliendo l’assonanza con la ricorrenza religiosa del Giovedì Santo, gli organizzatori hanno intitolato l’evento “Ultima Cena” e riprodotto, in chiave gay, il capolavoro di Leonardo da Vinci. Nella scena si vedono uomini intenti a scambiarsi effusioni più o meno spinte attorno al Cristo ritratto con l’aureola e i tatuaggi.

Per il Popolo della Famiglia è un atto da condannare: “Mentre è ancora caldo il sangue dei Cristiani massacrati in Egitto per mano assassina, Salerno si prepara a fare strage di rispetto e buon gusto – si legge in una nota pubblicata sui social dai rappresentati del movimento politico vicino a Mario Adinolfi -. Sarebbe bello se proprietari e gestori annullassero la serata in segno di rispetto dell’intera comunità e delle sue tradizioni”.

Forza Italia come riporta Il Mattino, valuta così i fatti: “Gli organizzatori non sono né blasfemi, né alternativi ma semplicemente fuori luogo e irriguardosi. Sono certo – aggiunge – interverranno i titolari del locale e le istituzioni della città”.

La replica dell’Arcigay non si è fatta attendere. In una nota si legge: “Fermo restando che la comunicazione in oggetto ci è sembrata più provocatoria che blasfema e fermo restando anche il rispetto per la sensibilità e il gusto estetico di ciascuno, eventuali contrarietà non possono trasformarsi in minacce di manifestazioni evidentemente votate allo scontro come il sit-in che è stato paventato dal Popolo della famiglia in occasione della stessa serata. Chiediamo quindi da un lato il rispetto della libera espressione e dall’altro la tutela e la sicurezza dei momenti aggregativi della comunità LGBT del territorio. Siamo inoltre persuasi che ancora una volta le strumentalizzazioni di basso profilo non facciano altro che evidenziare la pochezza degli argomenti politici e della rappresentanza numerica di chi le mette in atto. Riteniamo inoltre che queste dichiarazioni non siano frutto della volontà di tutelare ed esprimere la propria Fede, cosa che non ha nulla a che vedere con i fatti in oggetto, ma semplicemente quella di ottenere briciole di visibilità in altro modo impensabili”.