Remo Santini: “La mia Lucca sarà un esperimento di livello nazionale”
20 Marzo 2017
Il candidato Sindaco di Lucca per il centrodestra sta per aprire la campagna elettorale con il sostegno di Paolo Del Debbio. Di Tambellini non salva nulla, guarda a Fantozzi e ai sindaci decisionisti. Emozionato, entusiasta, un po’ affaticato dalla lunga giornata in giro sul territorio, concede l’intervista a fine serata, all’ingresso del suo comitato elettorale, mentre fuma una sigaretta e stringe mani ai sostenitori. Dopo cinque anni di deserto politico nel centrodestra lucchese è tornato un po’ entusiasmo e voglia di impegnarsi. Restano le divisioni, soprattutto con il movimento dell’ex Presidente del Senato Pera, ma Santini si mostra orgoglioso e sicuro del buon lavoro fatto per unire la coalizione che lo sosterrà.
Remo Santini, da giornalista – caporedattore de La Nazione Lucca – ha seguito molte campagne elettorali, ma che cosa prova nel viverla in prima persona?
«È un effetto stranissimo, però il fatto di aver raccontato la città per così tanti anni mi rende tranquillo, e soprattutto mi sta succedendo questa cosa paradossale, che non avrei mai pensato, che non mi manca affatto – da quando ho deciso di prendere l’aspettativa – la professione di giornalista. Forse perché sto facendo la stessa cosa di sempre, andare a cercare i problemi della gente e in qualche modo risolverli… però mi colpisce il fatto che non mi manca almeno fino a questo momento, lo scrivere. Probabilmente anche perché è un progetto talmente grosso, sognato a lungo che quando ci sei dentro non ti consente di riflettere su quello che hai lasciato».
Rimpiangerà la professione magari dopo cinque anni di governo…
«Speriamo… ma anche dieci!».
Quante liste presenterete?
«C’è una lista civica SìAmoLucca – il cui significato lo possiamo leggere in due modi – fatta di persone che si affacciano quasi tutte per la prima volta a questa esperienza amministrativa. Poi c’è un’altra lista civica, Progetto Lucca, che unisce tute le liste civiche storiche del territorio, e infine le tre liste dei partiti di centrodestra, FI, Lega Nord e FDI».
Vincere a Lucca per Lei non significherebbe solo guidare una delle città più prestigiose della Toscana, ma riportare anche la politica lucchese del centrodestra al centro dello scenario regionale.
«Sicuramente sì… non voglio dire una cosa esagerata, però secondo me questo è un esperimento anche di visione nazionale, perché laddove si stanno dividendo tutti, in alcuni comuni vanno in ordine sparso, qui forse siamo tra i primi esempi di unità, e spero che questo esperimento possa poi essere esportato anche altrove. Pur essendo espressione di una lista civica , sono sempre stato convintamente nell’area di centrodestra come pensiero, quindi mi trovo perfettamente a mio agio anche con i partiti».
C’è un’esperienza di buon governo locale, regionale o anche su scala nazionale, da cui vorrebbe prendere esempio?
«A me piacciono tutti i sindaci decisionisti… quindi se mi devo rifare su Lucca mi è molto piaciuto il primo mandato di Fazzi, oppure apprezzo il sindaco di Montecarlo, Fantozzi. Apprezzo molto le persone che ci mettono la faccia decidendo, magari facendo anche scelte sbagliate ma sapendo che possono tornare indietro in qualsiasi momento. Bisogna decidere, non vivacchiare alla democristiana, accontentare tutti per non scontentare nessuno. Questo non fa parte del mio dna».
Lei ha ricevuto due importanti investiture: quella del Presidente Berlusconi e del lucchesissimo Paolo Del Debbio. Come ha trovato il Presidente?
«L’ho trovato in forma, sapeva tutto di me e mi ha incoraggiato dandomi diversi consigli, molto pratici. Puntare su pochi punti ed essere concreto anche su le piccole cose. L’investitura di Del Debbio è la più importante in assoluto, è convintamente al nostro fianco in questo progetto, tanto che darà il via alla campagna elettorale ufficiale con un evento clamoroso… sostanzialmente farà una puntata di Quinta Colonna lucchese – che naturalmente non andrà in onda – e lo faremo al Teatro del Giglio domenica 26 marzo».
Cosa contesta in particolar modo all’amministrazione Tambellini?
«Non solo gli contesto l’immobilismo, ma di aver addirittura peggiorato la situazione rispetto a quella che era cinque anni fa, abbandonando completamente la cura, il decoro, adottando politiche che hanno aumentato l’insicurezza dei cittadini, l’accattonaggio ecc… contesto tutto! Anche la mancata trasparenza. Una fra tante: i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale sull’Albo Pretorio online ci stanno solo quindici giorni e poi scompaiono».
Ci sono invece alcuni riconoscimenti o la boccia totalmente?
«La boccio nella sua totalità!».
Lei invece su quali punti programmatici spera di raccogliere il consenso dei lucchesi?
«Il nostro è un programma di breve, medio e lungo periodo. Io conto nei primi mesi di fare provvedimenti che diano subito la sensazione di essere vicini ai cittadini, quindi ordinanze anti-accattonaggio con multe sia per chi fa l’accattone sia per chi dà l’elemosina. L’introduzione del vigile urbano di quartiere, la riqualificazione dell’area del campo nomadi, da spostare in altro luogo, perché quell’area deve essere restituita alla città. Le faccio notare che in base ai dati forniti recentemente dalle forze dell’ordine circa il 70% degli abitanti del campo ha precedenti penali e la situazione è completamente fuori controllo. Aggiungerei una politica di attenzione ai quartieri e ai piccoli paesi. Non a caso ho iniziato il mio tour di ascolto dal paese più piccolo del Comune, Formentale, che ha una decina di abitanti, dove sono stato accolto con grande entusiasmo, perché non avevano mai visto una persona nelle precedenti campagne elettorali. Tra l’altro, se noi vinceremo, ho intenzione di creare un assessorato che si occupi esclusivamente di quartieri e paesi, per far sentire loro la vicinanza delle istituzioni».
Il suo rapporto con il Presidente Emerito del Senato Marcello Pera?
«Il rapporto con Pera è sempre stato ottimo, il Presidente è stato il primo che due anni fa mi aveva chiesto di pensare ad una possibile candidatura a sindaco, poi le cose sono cambiate… lui mi ha fatto presente che la mia scelta era una scelta precipitosa, che bisognava aspettare. Io però a quel punto ,avendo avuto il via libera di tutte le forze politiche e liste civiche, ho deciso di lanciarmi perché secondo me servono tre o quattro mesi di campagna elettorale per far conoscere il programma e farsi conoscere dalla gente. Io probabilmente sono una persona conosciuta da tanti, ma non ancora da tutti».
Il Presidente Mattarella il 3 marzo è venuto a Lucca ed ha ricordato Maria Eletta Martini, storica deputata lucchese e madre del volontariato. Che ricordo ha dell’On. Martini?
«Io ho il ricordo di una persona sempre disponibile al dialogo e che aveva molto a cuore i problemi di Lucca. Il Presidente Mattarella ha fatto bene a venire a Lucca a ricordarne la figura… anche se il Comune non è riuscito ad organizzare un’accoglienza all’altezza, la città era deserta, non c’era nessuno, nemmeno le scolaresche erano stato mobilitate… perdendo così l’ennesima occasione per dimostrare che Lucca è tutta un’altra città».
Dunque mai come stavolta?
«Mai come stavolta!».