Pisicchio (Gruppo Misto): “Legge elettorale sia comprensibile a tutti”
24 Marzo 2017
L’Onorevole Pino Pisicchio, Presidente del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati, ha presentato ieri a Montecitorio il suo libro Come funzionano le leggi elettorali edito da Giubilei Regnani e con la prefazione a cura di Luciano Violante.
Quasi a cavalcare l’onda dell’acceso dibattito sul sistema elettorale, il libretto, come un piccolo manuale, “svelto e sintetico”, dà al cittadino una lezione di Diritto costituzionale sulle regole del voto in Italia e nel mondo e lo guida all’interno di “una selva inestricabile di sigle astruse” e dell’attuale dibattito fornendogli una chiara definizione delle leggi elettorali. “La legge elettorale è la democrazia rappresentativa e quindi bisogna fare molta attenzione a stilarla in modo tale da renderne possibile da parte della gente la comprensione”, ha affermato Pisicchio. Mattarellum, Porcellum, Consultellum e Italicum, quei latinorum di Giovanni Sartori che si sono susseguiti in meno di venticinque anni. Appare dunque un’assurdità che in Italia, a differenza degli altri Paesi europei, venga approvata ed entri periodicamente in vigore una nuova legge elettorale che però non consente di giungere ad una maggioranza stabile nel tempo. Lo scenario che Pisicchio ha presentato è frutto di una media mediata di quindici sondaggi effettuati negli ultimi tre mesi e che non è sicuramente rassicurante: il Centro-Sinistra arriverebbe a 221 seggi, così come il Centro-Destra; la grande coalizione (PD, Forza Italia, progressisti) a 325; la grande coalizione dei populisti a 315 e il M5S a 188. Una frammentazione che preoccupa e che delinea un evidente panorama di ingovernabilità.
La correzione che si potrebbe applicare è il doppio turno, ma sembra non essere gradita dalla Corte Costituzionale che lo ha rifiutato. Così, strizzando l’occhio alla situazione attuale della politica italiana e del sistema elettorale, l’Onorevole Pisicchio ha dichiarato di lavorare su una legge elettorale per il 2019, quasi prevedendo che ad una prossima elezione del 2018, ne seguirà inevitabilmente un’altra.