L’inciucio si fa ma la maggioranza Ursula non c’è più: uno smacco a Prodi

di Redazione
29 Agosto 2019

D’accordo lo statista Conte ha ricevuto l’incarico di formare il suo secondo governo politico, ma la maggioranza Ursula non c’è più. Ricordate? Ad agosto era stato evocato il corposo fantasma di Romano Prodi e il suo vaticinio era stato: “Fate la maggioranza Ursula”. L’affondamento del primo governo di questa legislatura avrebbe inaugurato una svolta politica significativa se si fosse replicato in Italia lo schema che aveva portato in goal a Strasburgo la candidatura di Ursula von der Leyen, con la convergenza di sinistra, popolari e macroniani e la pattuglia grillina a suo modo determinante. Prodi con gli occhiali bifocali per vedere da vicino e da lontano guardava all’attuale crisi politica, ma anche alle elezioni presidenziali del 2022 e provava a ritagliarsi una maggioranza utile per sé. Ovviamente la bella pensata aveva come presupposto l’idea che Silvio Berlusconi si sarebbe adattato al ruolo di gregario. Se “governo Ursula” fosse stato avremmo assistito ad una svolta politica di una certa rilevanza, ma Silvio Berlusconi si è sottratto a questo scenario, forse il più facile considerando il borsino politico del momento e le aspettative “dell’Europa” (ovvero dei tedeschi e dei francesi) espresse senza troppo pudore.

Berlusconi ha preferito ragionare più a largo raggio rimanendo all’opposizione e disegnando la strada per un nuovo centro-destra. Senza la stampella berlusconiana la vasta maggioranza che era peraltro negli auspici del Presidente della Repubblica si è volatilizzata, rimane un accordo risicato tra gli sconfitti delle elezioni politiche e gli sconfitti delle elezioni europee. Se poi passa il diktat di Grillo di designare tecnici per “non metterci la faccia” il nuovo governo si riduce ulteriormente a un monocolore PD con appoggio esterno grillino. Un quadro che, ad avere i nervi saldi, apre un’autostrada per un “nuovo centrodestra”. Se il nuovo governo nasce già come anatra zoppa un merito significativo bisogna attribuirlo a Silvio Berlusconi. Nell’eterno duello tra il Professore e il Cavaliere, il revenant Prodi ha subito un altro smacco.

Alfonso Piscitelli