L’incidente del 2 giugno spinge le grandi navi via da Venezia

di Enrico Ellero
3 Giugno 2019

Brutto risveglio per la Serenissima nel giorno della festa della Repubblica e della festa veneziana della Sensa: alle 8.35 una nave da crociera Msc Opera ha urtato contro il battello turistico River Countess nei pressi di San Basilio. La collisione è avvenuta a quanto sembra a causa di un’avaria del motore e della rottura di un cavo del traino, ma non ha prodotto fortunatamente danni significativi oltre al danneggiamento delle due imbarcazioni in questione e della banchina. Quattro turiste straniere presenti sul River Countess, rimaste lievemente ferite, sono state prontamente soccorse dagli operatori accorsi sul posto.

L’incidente, per ironia della sorte avvenuto pochi giorni dopo la provocatoria esposizione di Banksy in Riva degli Schiavoni, ha riacceso un dibattito che da anni divide la città e la politica locale.
Il Comitato NoGrandiNavi ha subito organizzato un presidio di protesta per chiedere il bando immediato delle grandi navi dalla laguna. Tommaso Cacciari, storico attivista dell’area antagonista, ha annunciato una mobilitazione per sabato 8 giugno e si è detto contrario all’ipotesi alternativa del passaggio delle navi per il canale Vittorio Emanuele.

Di diverso avviso il primo cittadino Luigi Brugnaro, secondo cui l’apertura del Vittorio Emanuele, e la fine del traffico crocieristico nel canale della Giudecca e nel bacino di San Marco, resta la soluzione migliore per tutelare la città e preservare allo stesso tempo un importante settore imprenditoriale. Gli fanno eco il ministro Toninelli e il governatore Luca Zaia, il quale giustamente ricorda come da anni la Regione e il Comune abbiano presentato delle proposte al Mit per risolvere il problema. Proposte mai tradotte in legge, dato che a livello normativo si è ancora fermi al decreto Clini-Passera del 2011.

La complessa questione delle grandi navi è una sintesi di tutte le sfide più importanti per il futuro di questa città: gestione dei flussi turistici, sviluppo e riqualificazione di Porto Marghera, difesa dell’ambiente e dell’ecosistema lagunare, creazione e tutela dei posti di lavoro. Per affrontare queste sfide bisogna partire da un assunto: l’unicità di Venezia, patrimonio dell’umanità, impone un’attenzione costante da parte delle autorità nazionali, un’attenzione che vada oltre le divisioni ideologiche sui temi delle grandi opere, dell’ambiente e del lavoro.

È fondamentale capire che Venezia, nonostante il declino demografico, è ancora una città vissuta, non un “museo a cielo aperto”, perciò non è possibile ragionare soltanto in un’ottica di customer satisfaction. Il turista, tuttavia, non è un nemico e la crocieristica, se gestita con criterio, rappresenta un’opportunità di sviluppo irrinunciabile, che non può essere sacrificata in nome di misure draconiane e totalmente faziose.