Intervista a Stefano Spinelli, candidato alle regionali per FdI

di Redazione
28 Dicembre 2019

Stefano Spinelli, candidato per Fratelli d’Italia alle elezioni regionali in Emilia Romagna nel collegio di Forlì-Cesena.

1) Come mai ha deciso di candidarsi per le elezioni regionali?

Per dare un contributo al mio territorio, alla Regione, alla Romagna in particolare e alla mia Provincia di FC; contributo che ho già dato in questi anni, credo, spero positivamente, come Consigliere Comunale di Cesena nella lista Libera Cesena e tra la gente, a favore di un reale cambiamento.

L’alternanza è sempre un bene e un valore democratico.

Oggi, sembra che non si lavori più per il bene comune, ma solo per far perdere l’avversario politico, come avviene a livello nazionale (con un governo nato non per fare qualcosa, ma solo per impedire ai cittadini di andare al voto). Anche a livello regionale, Bonaccini, il candidato Presidente del PD, fa di tutto per accreditarsi come “civico” (lui, da sempre funzionario di partito) e per assicurarsi i voti dei 5Stelle (quelli che fino a poco tempo fa chiamavano il PD “il partito di Bibbiano”).

2) Quali dovrebbero essere, a suo parere, le priorità del futuro Governo regionale?

Mi sta a cuore il futuro della Regione, un’economia finalmente attenta alla valorizzazione delle capacità delle persone e delle imprese, una politica a favore dei giovani e della famiglia come istituto primario e fondamentale della comunità, con più attenzione al territorio e alla sicurezza.

Nella recente graduatoria sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore, la Provincia di FC risulta 25esima (ma sino al 2004 era quarta). Per quanto riguarda la voce furti e rapine, la nostra Provincia è addirittura 91esima; 82esima per indice di criminalità; 75esima per ambiente e servizi e 61esima per qualità dell’aria, tutte cose di cui l’attuale governo della Regione fa gran vanto.

È possibile governare meglio senza rinnegare tutto, valorizzando un nuovo modo di impiegare i soldi pubblici e valorizzando esperienze positive.

3) Quali sono le sue proposte per il territorio?

Innanzitutto più valore al territorio regionale, dando finalmente attuazione a quella autonomia differenziata che permetta di mantenere sul territorio la maggior parte di quelle risorse che il popolo industrioso della Regione continua a creare (ora avviene il contrario).

Più attenzione e ammodernamento delle infrastrutture, basta considerare la situazione drammatica della E45, una delle arterie principali e necessarie per lo sviluppo dei commerci della Romagna, e contrasto al dissesto idrogeologico

Più valore al lavoro e ai giovani. La Regione ha competenze in materia di formazione professionale e occorrerebbe utilizzare lo strumento del voucher studente, al fine di rendere competitivo il sistema e ampliare l’offerta formativa e gli Enti in grado di dare risposte alle domande di figure professionali e di specializzazione richieste dal mercato del lavoro.

La burocrazia è uno degli elementi che in Regione comprime maggiormente la crescita imprenditoriale e l’innovazione.

Più valore alla famiglia, più sostegno alla natalità e alla possibilità per la donna di conciliare attività lavorativa e familiare.

Più attenzione alla sicurezza dei nostri territori. Non è vero che l’insicurezza, spesso lamentata dai cittadini, è solo “percepita”, come ha continuato a dire in questi anni e sostiene tuttora il PD al governo.

4) Quali sono gli aspetti su cui dovrà concentrarsi la prossima Giunta riguardo al tema della sanità?

Occorre rispondere ai problemi della sanità guardando la domanda dei cittadini, rispondendo ai loro bisogni, cercando di seguire questi princìpi: erogare servizi di qualità in tempi ragionevoli; il cittadino dovrebbe poter scegliere liberamente dove farsi curare; le risorse finanziarie dovrebbero essere utilizzate in modo efficiente e senza sprechi (oggi la spesa sanitaria della Regione è molto alta, quasi 9 miliardi su 17).

In sanità ci sono liste d’attesa lunghissime; in alcuni ospedali, come quello di Cesena si stanno perdendo eccellenze e primariati (fenomeno dei “primari a scavalco”), non esiste un’emodinamica 24 ore su 24; la situazione dei pronto soccorso è spesso critica; un nuovo ospedale programmato (che non vedrà la luce se non fra molti anni e che al momento è un solo nuovo contenitore senza contenuti, non si sa quali unità sanitarie alla fine verranno assicurate) non è sufficientemente finanziato e sembra possano essere persi molti posti letto rispetto a quelli oggi esistenti).

Sul fronte assistenza, occorrerebbe incentivare i servizi per la non autosufficienza o la grave disabilità (oggi i posti in RSA sono ampiamente insufficienti e occorrerebbe aumentarne lo standard regionale).

5) Secondo lei il centro-destra può vincere?

Fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile pensare ad elezioni regionali in cui ci fosse una vera possibilità di alternanza e in cui il governo della Regione potesse essere contendibile da parte del centro-destra. Oggi questa è una realtà, e non lo dicono solo i sondaggi, ma anche il fatto che tutte le ultime elezioni (quelle politiche e quelle europee) sono state vinte dal centrodestra nella nostra Regione.

Credo che queste elezioni regionali si decideranno all’ultimo voto e che il centro-destra possa finalmente vincere e realizzare quella alternanza che è un valore democratico di per se stessa. È un’opportunità storica.

6) Quali sono stati, a suo parere, gli errori e i problemi del centro-sinistra?

Una sottovalutazione dei problemi dell’immigrazione e della sicurezza dei territori; una sottovalutazione dei cittadini, continuando nelle solite politiche accentratrici e vincolistiche, senza pensare agli effetti sulla situazione difficile del Paese; consociativismo rispetto a soggetti amici, a discapito di una valorizzazione delle eccellenze della comunità sociale; arroganza nel governo dei territori (pensando che non potesse essere messo in discussione il mantenimento del potere).

7) Come ha intenzione di organizzare la sua campagna elettorale?

Organizzerò la campagna elettorale sul territorio, cercando di essere presente in tutti i vari Comuni della Provincia, laddove sarò chiamato ad intervenire; una campagna tra la gente, nei mercati rionali, a contatto con le associazioni del territorio e con le nostre imprese; farò una campagna elettorale tutto sommato fondata sul passaparola.

8) Secondo lei, il Governo nazionale durerà?

Non so se durerà il Governo nazionale, ma sono sicuro che i due partiti al Governo faranno di tutto per durare, perché se si dovesse andare ad elezioni, sarebbe ben concreta la possibilità di un’implosione dell’attuale governo giallorosso.

Ormai è stata imboccata la strada del resistere a tutti i costi nell’occupazione delle poltrone (come dimostrano i governi Conte 1 e 2, alla guida di due maggioranze opposte) e questa operazione, contraria agli interessi dei cittadini, porta deterioramento ai manovratori, che sanno benissimo cosa rischiano, in caso di discesa dal posto di comando.

Certo, la situazione diverrebbe insostenibile, in caso di vittoria del centro-destra alle elezioni regionali emiliano-romagnole (uno degli ultimi giapponesi rimasti).

9) Qual è lo slogan della sua campagna elettorale?

“Liberiamo energie della società. Più valore a chi sa far bene”.

10) Con Nazione Futura abbiamo a cuore alcuni temi come la cultura e i giovani, quali sono le sue proposte per questi settori?

La cultura è sempre un aspetto che trova poco riscontro nei bilanci dei territori (in ER 45 milioni destinati a beni e attività culturali su 17 miliardi).

Credo che si debbano invece sottolineare gli aspetti storico-culturali della comunità e del territorio, legando le eccellenze al turismo e al maggior accesso possibile dei gioielli ambientali e culturali che ci caratterizzano (incentivare gli orari di apertura e di visita). A Cesena abbiamo, per esempio, la Biblioteca Malatestiana, patrimonio dell’Unesco, che recenti politiche amministrative non hanno adeguatamente valorizzato e che ha un numero di visite annuali scarse rispetto alla sua importanza.