Intervista a Renato Cappelli, candidato alle regionali per FdI

di Redazione
27 Dicembre 2019

1) Come mai ha deciso di candidarsi per le elezioni regionali?

La decisione è arrivata dopo anni di attenzione ed impegno alle vicende politiche italiane, e romagnole in particolare, che mi hanno spinto ad uscire dal c.d. “privato” professionale e familiare per tentare di dare anche il mio contributo al necessario cambiamento di cui la società odierna ha urgente necessità. Troppe le distorsioni valoriali e ideali che hanno portato “fuori rotta” il nostro Paese, il quale ora non sa più chi è e quale sia il suo ruolo in Europa e nel Mediterraneo. La crisi identitaria, rammentava anche da sinistra Simone Weil a metà del secolo scorso, è giocoforza anche crisi di progetto ed assenza di visione (non solo politica) per il futuro.

2) Quali dovrebbero essere, a suo parere, le priorità del futuro Governo regionale?

Tra le priorità dell’auspicato cambiamento di guida alla Regione E.R. vi è soprattutto il completo ripensamento di un sistema pervasivo che in 70 anni di staticità si è sclerotizzato e ha occupato praticamente tutti i settori della vita pubblica e privata soffocando ogni energia di novità. Occorre pertanto liberare i settori produttivi ed i servizi dalla dipendenza dall’apparato e principalmente liberare l’Amministrazione pubblica e la Sanità dall’autoreferenzialità del partito unico. Comprendo che possono essere frasi generiche ma per entrare nello specifico occorrerebbe uno spazio ad hoc e diverse pagine solo per illustrare il c.d. “sistema emiliano-romagnolo”.

3) Quali sono le sue proposte per il territorio?

Per il territorio romagnolo vi è in primis il totale ripensamento del comparto viabilità e trasporti. Non è possibile che per raggiungere la nostra costa, vera punta di diamante dell’economia locale, il turista una volta giunto ai caselli autostradali di Forlì, ad es., poi debba sobbarcarsi code su code per percorrere pochi chilometri di strade piene di semafori, attraversamenti, strettoie ecc. Così come non è possibile che i collegamenti stradali tra le tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini siano un dedalo di deviazioni, cambiamenti di percorso, attraversamenti di centri abitati e così via. Dulcis in fundo: l’avere la sinistra romagnola, su ordine emiliano, praticato l’eutanasia ai due aeroporti di Forlì e Rimini, per favorire lo sviluppo dello scalo di Bologna, ha inferto un durissimo colpo allo sviluppo turistico che tiene solo grazie alla fantasia ed al duro lavoro degli operatori e delle loro famiglie (non si può però pensare di vivere solo di eventi come la “Notte Rosa” o l’organizzazione di corse ciclistiche amatoriali…).

4) Quali sono gli aspetti su cui dovrà concentrarsi la prossima Giunta riguardo al tema della sanità?

La sanità è un tema forte e sentito anche perché non è solo quell’eccellenza che il governatore uscente tenta di accreditare. Anche da noi per effettuare i principali esami come TAC, risonanze ecc. il cittadino deve attendere mesi o rivolgersi alla sanità privata. L’occupazione sistematica da parte della politica ha poi generato un perverso meccanismo di selezione dei professionisti che suggerisce una preferenza più sulla base della consonanza al pensiero dominante che per meritocrazia. Non è un caso se negli ultimi decenni tutti i primari o funzionari delle Asl che sono scesi in politica lo hanno sempre fatto sotto la sigla del PD (e affini). Forlì ad es. ha avuto per anni un sindaco primario di cardiologia ed ora un altro primario ospedaliero è sceso in campo nelle liste governative… (personalmente non credo ad un gene dell’intelligenza medica che agisca solo per la parte “sinistra”)!

5) Secondo lei il centro-destra può vincere?

Certamente che può vincere e sicuramente vincerà: proprio per le ragioni che sto illustrando. La società romagnola ha ormai squarciato il velo che le offuscava la vista e la mente ed ha cominciato a comprendere quanto questo sistema sia giunto al suo fine vita. Le grandi sfide del mondo globalizzato e le necessità contingenti di cambiamento di approccio ai problemi dell’immigrazione o del lavoro, impongono persone ed idee nuove e più razionali. Il politicamente corretto non può più elevarsi a metodo di governo e di guida amministrativa perché finisce per generare mostri! Le risorse finanziarie scarseggiano ed il welfare, cresciuto a dismisura per le nuove assistenze, non può più raggiungere tutti gli strati della società, così le persone cominciano ad avvertire il peso delle scelte politico-ideologiche pregresse i cui riflessi dureranno a lungo: l’integrazione fatta di assistenzialismo e mancanza di prospettive lavorative, finisce per addormentare anche l’assistito che si impigrisce nella rendita e non cerca nulla d’altro.

6) Quali sono stati, a suo parere, gli errori e i problemi del centro-sinistra?

Ho in parte già risposto.

7) Come ha intenzione di organizzare la sua campagna elettorale?

La sto organizzando con incontri con la gente nei diversi centri delle vallate e nei luoghi di aggregazione delle città. Non trascurerò poi il web ed i social, che ormai raggiungono ampi strati sociali e consentono uno scambio immediato di opinioni e suggerimenti.

8) Secondo lei, il Governo nazionale durerà?

Salto per non cadere nel solito gioco divinatorio e pieno di luoghi comuni in corso nei media nazionali.

9) Qual è lo slogan della sua campagna elettorale?

 “Più Romagna in Regione! Tu solo puoi realizzarlo”.