Il relitto che trasporta i migranti ora diventa un’opera d’arte

di Marco Mestriner
11 Maggio 2019

In questi giorni, dopo il caso del Salone del Libro di Torino culminato con le dimissioni di Christian Raimo dal gruppo dei consulenti e l’esclusione della casa editrice Altaforte, a Venezia è stato inaugurato un altro evento culturale italiano che ha già fatto discutere.

Sabato 11 maggio infatti apre le porte al pubblico la 58esima Esposizione della Biennale (con pre-apertura dall’8 al 10 maggio), quest’anno è il turno della Biennale d’Arte intitolata “May You Live In Interesting Times “diretta da Ralph Rugoff, una riflessione artistica circa le turbolenze economiche e sociali che interessano il mondo intero.

Un’opera in particolare è già balzata alla cronaca perché legata a doppio filo con il tema dell’immigrazione, si tratta del relitto del peschereccio che trasportò immigrati africani e naufragò il 18 aprile 2015 nel Mediterraneo. L’imbarcazione, sentite le testimonianze dei pochissimi superstiti, pare trascinò con sé negli abissi circa 1000 persone.

L’artista svizzero Christoph Büchel, a seguito del parere positivo da parte delle autorità competenti, ha deciso di trasformare il relitto in un’installazione artistica ed esporla all’Arsenale, intitolando l’opera “Barca Nostra”.

Büchel non è un nome nuovo a Venezia, già nel 2015, sempre in occasione della Biennale, curò il padiglione dell’Islanda trasformando la chiesa dell’Abbazia della Misericordia in una Moschea, intitolandolo nel modo seguente “The Mosque: The First Mosque in the Historic City of Venice”.

L’opera “Barca Nostra” ha già scatenato i primi malumori politici da parte della Lega Nord.