Grillo europeista, liberale e garantista fa naufragare il sogno a 5 Stelle

di Daniele Dell'Orco
9 Gennaio 2017

Ancora un ricorso alle urne telematiche per il M5S. Questa volta, e con un preavviso nullo (“le consultazioni saranno aperte dalle 10 alle 19 di oggi 8 gennaio e dalle 10 alle 12 di domani”), Beppe Grillo chiede  da ieri di scegliere le alleanze politiche in Europa per stabile quale futuro avrà a Strasburgo il Movimento. E indica in maniera netta di lasciare l’alleanza con l’Ukip di Farage e far nascere un nuovo gruppo con Alde (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa), di cui è capogruppo Guy Verhofstadt, lo stesso che a luglio 2015 era stato definito da Grillo sul suo blog un “impresentabile”.

Il gruppo in questione, quarto per consistenza numerica al Parlamento europeo, è di estrazione liberal-democratica e sembra avere poco in comune con il M5S. In primo luogo perché è convintamente europeista. L’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa è formata da due partiti europei, il Partito Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e il Partito Democratico Europeo. Il gruppo a Strasburgo conta 83 deputati. L’Alde nel suo manifesto programmatico, chiede una Unione europea “più forte e stabile”, punta al completamento del mercato interno dell’energia e dei servizi digitali e sottolinea la necessità di far leva sul “mercato dei capitali perché contribuisca a finanziare la nuova infrastruttura che farà funzionare la nostra economia negli anni a venire e creerà posti di lavoro sostenibili”.

Dura la reazione di Farage: “In termini politici sarebbe completamente illogico per i 5 stelle unirsi al gruppo più eurofanatico del Parlamento europeo”, ha detto l’eurodeputato dell’Ukip, spiegando di avere contattato Beppe Grillo e di essersi “congratulato con lui per le posizioni sempre più dure su euro e immigrazione”. Secondo Farage, il supporto 5 stelle al gruppo Alde “non durerà a lungo”.

Tanti i malumori tra i parlamentari 5 Stelle, a Bruxelles come a Roma, colti di sorpresa dal cambio di passo. “La decisione del voto di oggi è stata presa all’oscuro di tutti gli eurodeputati. Detto questo, per noi un gruppo vale l’altro, finché manteniamo la nostra autonomia di voto”, ha scritto sul suo profilo Facebook Marco Affronte, eurodeputato del Movimento 5 Stelle. Affronte ha detto di aver votato per la permanenza dell’Efdd, “soprattutto per le modalità con cui si è arrivati a questa votazione”.

Duro il commento del deputato M5s Carlo Sibilia (ex componente del direttorio) che su Facebook definisce Alde come “il gruppo più europeista e federalista esistente al Pe” che ha considerato “i sette punti per l’Europa del M5s come ‘completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa’ definendo il M5s ‘profondamente anti Europeo’ e il suo programma ‘irrealistico e populista’”.

Dopo la svolta garantista, l’ennesima giravolta di Grillo che oltre a una palese volontà di rompere il dogma del “meglio soli che male accompagnati” per un interesse politico meramente numerico, mette anche in luce la natura anti-democratica del Movimento, con un capo-popolo che prende le decisioni per tutti non solo scontentando la base, ma anche molti di quelli che tanto “base” non sono, visto che gli europarlamentari stessi sono rimasti all’oscuro della votazione e del cambio di rotta. Il “nuovo” che avanza.