Che fine hanno fatto? Le leggi fantasma dal conflitto di interessi al cyberbullismo

di Redazione
2 Maggio 2017

Promesse mai mantenute, testi mai approvati, provvedimenti urlati ma mai più ridiscussi. Tra le leggi arenate a Palazzo Madama ha visto la luce solo il decreto sulla Protezione civile.

Conflitto d’interessi – Il testo è stato approvato alla Camera il 28 febbraio 2016 e poi congelato in commissione Affari costituzionali al Senato. L’ultima volta che se n’è discusso è stato il 4 ottobre 2016. Poi il definitivo oblio. Eppure il mito di questa legge affonda le sue radici nel ventennio berlusconiano, prima che venisse trasformato in un cavallo di battaglia di Renzi.  Così parlava l’ex premier il 16 novembre 2012 dal palco della Leopolda: “Faremo la legge nei primi 100 giorni”. E invece aspettiamo ancora.

Ius Soli – La cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia è un altro cavallo di battaglia renziano: Matteo aveva firmato una legge di iniziativa popolare già da sindaco di Firenze. La sua lista degli annunci è lunga: “Il parlamento approvi lo ius soli” (giugno 2013), “Ci sono battaglie che vanno fatte, lo ius soli è una di queste. Credo che La Pira apprezzerebbe” (26 novembre 2013), “Avanti con lo ius soli” (13 luglio 2015). Il testo è ancora in commissione (Affari costituzionali, Senato).

Reato di Tortura – Ci sono leggi approvate in due settimane: basta la volontà politica. Poi c’è il testo sul reato di tortura: arriva in commissione Giustizia del Senato il 22 luglio 2013, viene approvato in aula il 5 marzo 2014; resta in commissione alla Camera dal 6 maggio 2014 al 19 marzo 2015, dove viene approvato con modifiche dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sulla “macelleria messicana” della Diaz durante il G8 del 2001. È stato nuovamente modificato in commissione Giustizia, al Senato, quindi dovrà essere riapprovato a Palazzo Madama e tornare di nuovo alla Camera. Un calvario.

Legge sui partiti – Il relatore è Matteo Richetti, portavoce della mozione Renzi per le primarie. Dovrebbe “portare democrazia e trasparenza nelle formazioni politiche”. Per i più maliziosi, serve a “squalificare” il Movimento 5 Stelle. In ogni caso, è ferma: approvata alla Camera il 9 maggio 2016, subito dopo è stata affidata alla commissione Affari costituzionali del Senato: non è iniziato nemmeno l’esame sul testo.

Cyberbullismo – La legge è stata approvata al Senato il 5 marzo 2014, modificata dalla Camera il 9 aprile 2015, nuovamente modificata dal Senato il 31 gennaio 2017 (cancellando tutte le modifiche apportate dai deputati). Ora è di nuovo in transito a Montecitorio per la quarta lettura.

Codice antimafia – Le “Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione” sono state presentate alla Camera il 15 marzo 2013, approvate l’11 novembre 2015 a Montecitorio. Solo questa settimana è iniziato l’esame degli emendamenti in commissione Giustizia al Senato.