Caro Berlusconi, serve un partito liberal-conservatore non di centro. La Meloni lo ha capito

di Francesco Giubilei
1 Agosto 2019

Silvio Berlusconi torna in campo e lo fa lanciando un nuovo progetto politico di cui si parlava da tempo, l'”Altra Italia“, non un partito ma un polo e una federazione di centro. La scelta di questo posizionamento politico suscita non poche perplessità: cosa vuol dire centro? Nell’immaginario dei più anziani il centro coincide con la Democrazia Cristiana, mentre i più giovani lo associano con l’esperienza politica di Mario Monti, non proprio una credenziale per il successo.

L’idea di Berlusconi è giusta; creare “una federazione di società civile, forze di centro-destra e associazioni contro grillini e sinistra”, una forza politica che sia alternativa alla Lega e che possa intercettare un elettorato più moderato, ma il posizionamento è sbagliato. Definirsi di centro in un contesto politico come quello attuale dominato da nuove definizioni e da posizioni post-ideologiche non vuol dire nulla ed è un termine associato a una visione novecentesca della politica.

Che nel tradizionale elettorato moderato e di centrodestra ci sia spazio per una forza alternativa alla Lega è evidente, nonostante i tentativi di Salvini di creare un partito più moderato, un certo tipo di elettorato continua a non riconoscersi nella Lega. La convinzione di molti è che alla lunga il consenso di Salvini possa calare – nonostante i sondaggi continuino a dare la Lega in crescita – e che si possa aprire uno spazio ancor più consistente per un partito alternativo.

Uno spazio che va ricercato in un’area di pensiero liberal-conservatrice come ha compreso Giorgia Meloni che sta realizzando un’evoluzione di Fratelli d’Italia in un partito più aperto al mondo liberale (ma non liberista) mantenendo però la propria identità conservatrice. Fdi si sta evolvendo in una forza liberal-conservatore riuscendo a federare associazioni, movimenti e liste civiche.

Non è un caso che Berlusconi abbia lanciato il suo nuovo progetto all’indomani della pubblicazione dei sondaggi che per la prima volta attestavano un sorpasso di Fratelli d’Italia (al 6,6%) su Forza Italia (al 6,5%). Berlusconi ha compreso che il progetto di Salvini è quello di costruire un’alleanza tra sovranisti e conservatori tagliando fuori Forza Italia e vuole perciò riposizionarsi. Il problema è che lo spazio politico a cui guarda è già occupato dalle componenti liberiste del Pd rappresentate da Carlo Calenda e dai renziani.

Oggi in Italia manca un grande partito liberal-conservatore, Giorgia Meloni sembra averlo capito, Berlusconi no e, se l'”Altra Italia” vuole avere un futuro politico, deve guardare al mondo liberal-conservatore e non al centro o, peggio ancora, a possibili futuri accordi con le componenti moderate di centrosinistra.