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Arrestati i leader degli indipendentisti catalani Jordi Sanchez e Jordi Cixart

Redazione di Redazione, in Politica, del

La lettera di Carles Puigdemont indirizzata all’esecutivo centralista di Mariano Rajoy è arrivata lunedì mattina, due ore prima della scadenza dell’ultimatum dato da Madrid al disobbediente President. Parole non gradite al premier e alla vice-premier Soraya Sáenz de Santamaria, come non è stata apprezzata l’ennesima «non risposta» di Puigdemont che, ormai, ha sviluppato una notevole abilità nello schivare gli ultimatum, rilanciando col negoziato. «Due mesi» con l’aiuto di mediatori internazionali super partes ha chiesto il governatore catalano per riannodare lo strappo con la Capital, sempre più vicina a sciogliere il Parlament e mandare tutti alle urne come indica l’articolo 155 che, ormai, lo spagnolo comune chiama «la bomba atomica», mai applicato in precedenza dal Gobierno.

L’ultimatum inviato dal governo centrale a Puigdemont scade giovedì, ma la tensione continua a salire. Come riferisce Il Giornale ieri la procura spagnola ha chiesto e ottenuto l’arresto dei leader di Anc e Omnium, le grandi organizzazioni della società civile indipendentista, Jordi Sanchez e Jordi Cixart, accusati di «sedizione» per le manifestazioni pacifiche del 20 e 21 ottobre a Barcellona. Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che la Procura aveva chiesto l’arresto del maggiore dei Mossos, Josep Lluís Trapero, in attesa di istruire il processo per sedizione, il giudice Carmen Lamela, ha deciso di lasciare in libertà il maggiore, che, privato del passaporto, dovrà rispettare l’obbligo di firma ogni quindici giorni in Tribunale. Nelle motivazioni, il magistrato ha sostenuto: «La volontà di Trapero di avere ordinato ai suoi agenti di proteggere il comitato del referendum, dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale il 6 settembre scorso». Le medesime misure cautelari sono state decise anche per la vice di Trapero, Teresa Laplana.

Ieri pomeriggio, mentre alla Generalitat circolava la volontà di non scrivere né rispondere ulteriormente al governo di Madrid i capigruppo dei partiti del Parlament si sono riuniti per decidere e valutare, le prossime mosse. L’instabilità politica catalana, minata dalla fuga di capitali, potrebbe avere una sola soluzione: le urne. Evitando così «l’onta» di essere commissariati dalla «centralista» Madrid.

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