Ambientalismo conservatore

di Redazione
26 Aprile 2019

Abbiamo tutti assistito, nelle scorse settimane, ad una possente campagna mediatica sulle proteste portate avanti dagli studenti in vari paesi del mondo, che hanno deciso di saltare un giorno di scuola per chiedere maggiore tutela per l’ambiente.

Non intendiamo soffermarci sulle polemiche circa la presenza di una lampante organizzazione di PR / marketing dietro tali manifestazioni. Ci limitiamo a suggerire a ogni ragazzo – giustamente – preoccupato per l’ambiente la lettura degli scritti del prof. Peterson, che suggerisce di iniziare a migliorare se stessi, mettere in ordine la propria vita, assumere le proprie responsabilità individuali e occuparsi delle persone e delle cose a noi vicine, prima di cercare di cambiare il mondo.

Dal punto di vista politico, tuttavia, non si può fare a meno di notare che l’atteggiamento dei liberal-conservatori rispetto alle tematiche ambientali appare ottusamente rinunciatario oppure ostile, compiendo in tale modo un grave errore politico e culturale.

Come suggerisce la parola stessa, infatti, la conservazione dell’ambiente non può che essere un tema caro ai conservatori. D’altra parte, uno dei principali problemi dei Verdi è da rintracciare nella loro schizofrenia politica, posto che portano avanti una tematica di natura conservatrice, collocandosi però all’estrema sinistra. Così facendo, come ha sottolineato il pensatore francese Zemmour, hanno preso in ostaggio il problema dell’ecologia, per portare avanti battaglie sociali, quali le frontiere aperte all’immigrazione e i diritti civili, che non hanno nulla a che vedere con l’ecologia.

Ma è l’intera tematica della lotta per l’ambiente ad essere stata politicizzata da forze principalmente di sinistra che, insistendo sulla globalità del problema, conducono ad affrontare il problema necessariamente su scala globale, dimenticando che tra gli Stati che oggi inquinano di più non ci sono unicamente gli Stati occidentali, ma anche i c.d. paesi emergenti, quali la Cina, che non offrono efficaci garanzie di rispetto di norme e trattati internazionali. In altre occasioni, le lotte ecologiste si confondono con vecchie lotte neo-malthusiane.

Di fronte a tale prospettiva, i liberal-conservatori associano la lotta per l’ambiente con la sinistra progressista e –sbagliando- assumono un’attitudine di indifferenza o contrarietà, dettata dall’esigenza di distinguersi dal loro nemico tradizionale. Eppure, si potrebbe e si dovrebbe dare una risposta liberal-conservatrice al problema dell’ambiente.

Il pensiero migliore sul punto è stato espresso da Sir Roger Scruton, nel suo libro Green Philosophy, in cui ribalta la posizione tradizionale, per la quale l’obiettivo deve essere l’impegno per un ambiente sano e porta l’attenzione, invece, su altri obiettivi, che hanno, tuttavia, come effetto un decisivo miglioramento dell’ambiente.

La risposta liberal-conservatrice dovrebbe focalizzarsi, pertanto su temi quali la resilienza umana, l’autonomia locale e il principio di sussidiarietà (per cui lo svolgimento di funzioni pubbliche dovrebbe essere svolto al livello più vicino ai cittadini e lo Stato dovrebbe intervenire solo laddove lo Stato sia effettivamente in grado di svolgere le funzioni meglio dei privati cittadini e degli enti locali di livello inferiore), le associazioni autonome, le c.d. “market solutions”, la passione per l’estetica e per la bellezza naturale, la biodiversità. Si dovrebbe, infine, assicurare le condizioni ottimali per una serie ricerca scientifico-tecnologica, che possa trovare soluzioni innovative e meno inquinanti e richiedere dei regimi di prezzi e di “retroazione”, che facciano pagare i costi ambientali a chi li ha effettivamente prodotti.

Il presupposto, tuttavia, di ogni risposta conservatrice non può che fondarsi sul concetto coniato dallo stesso Scruton di “oikophilia”, ossia l’amore per la propria casa e, di conseguenza, per la propria terra e per il proprio paese, contrapposto alla dilagante “oikophobia”, ossia l’odio per la propria casa e il proprio paese, propagata proprio dalle forze che si presentano come ambientaliste.

Donato Romano