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La Francia ci chieda scusa

Redazione di Redazione, in Esteri, del

La risata di Sarkozy ce la ricordiamo tutti. Il 23 Ottobre 2011, durante una conferenza stampa dopo uno dei tanti Consigli Europei, un giornalista chiede a Sarkozy e Merkel, due dei più importanti leader europei di allora, un commento sulla situazione italiana. Il presidente francese sorride, poi i due si guardano, non sanno cosa rispondere. Nella sala scatta una fragorosa risata. E infine le solite parole di rito…
Quella ormai tristemente famosa conferenza stampa è solo uno dei tanti esempi di come la Francia e i suoi ultimi presidenti abbiano trattato l’Italia negli ultimi anni e cioè come se fosse figlia di un dio minore. Un odio, quello francese, assolutamente ingiustificato.
Ed è così che ripercorrendo la storia degli ultimi tre presidenti francesi ci rendiamo conto che nemmeno la politica d’oltrape è stata un esempio di perfezione negli ultimi anni. Sarkozy dovrebbe chiedere scusa all’Italia per quella risata e per quella volontà di distruggere ogni nostro tentativo di ottenere l’indipendenza energetica, invadendo la Libia per meri interessi personali. Dovrebbe chiedere scusa perché la distruzione del nostro alleato (la Libia, appunto) nel migliore dei casi serviva per ottenere il controllo dei pozzi petroliferi e nel peggiore era necessario per coprire le tangenti ricevute dal marito della nostra connazionale (sigh) Carla Bruni.
Ed oltre a Sarkozy, dovrebbe chiedere scusa Hollande che per anni ha rotto le scatole all’Italia e all’Europa chiedendo di “fare le riforme”, dimenticandosi però che la Francia, durante il suo mandato, non ha mai rispettato i vincoli europei, a partire dal famoso 3% del rapporto deficit-pil. Dovrebbe scusarsi, perché mentre i rappresentanti francesi in Europa chiedevano più austerity, la Francia investiva in debito e questo ha portato ad ammazzare le altre economie europee e a far ripartire quella francese. E dovrebbero chiedere scusa i “grandi giornaletti” francesi che hanno chiosato sull’inadeguatezza morale di Berlusconi per le vicende relative alla sua camera da letto, per poi ammutolirsi quando è venuto alla luce lo scandalo delle amanti di Hollande (che poi, per quanto mi riguarda, della vita personale e sessuale di un politico potrei farne assolutamente a meno).
E dovrebbe chiedere scusa anche il neopresidente Macron che per tutta la campagna elettorale ha pontificato sulla necessità di una nuova Europa, che ha pronunciato discorsi in cui ha parlato di interesse e di unità europea, ma che, alla prima prova di questa unità, quella di Fincantieri-STX, ha dimostrato di tenere di più all’interesse francese che non a quello comunitario.

Ma attenzione, la colpa della nostra situazione e dei fatti elencati non è, ovviamente, solo francese.
Più assurdo del disprezzo dell’Italia da parte della Francia, infatti, c’è solo l’ingiustificabile sottomissione italiana ai nostri cugini d’oltralpe. Oltre a quelle grandi personalità francesi a chiedere scusa dovrebbero essere anche Monti, Napolitano e la sinistra italiana che con il loro sostegno alla guerra di Libia, all’austerity, alla nuova missione in Niger per tutelare gli interessi francesi e alla svendita delle nostre aziende hanno contribuito alla terribile crisi economica degli ultimi anni.

Michele Schiavi
Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.

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