• 18/08 @ 10:43, RT @francescogiub: Perché per essere #competenti si deve per forza essere #progressisti o di sinistra? Ne scrivo su #nazionefutura https://…
  • 01/08 @ 14:49, RT @martinoloiacono: Bene @francescogiub e @nazione_futura che rilanciano tanti temi abbandonati dal centrodestra. Sono iniziative importan…
  • 01/08 @ 14:48, RT @francescogiub: Oggi su @Libero_official @NinnyVeneziani cita mio articolo a favore eliminazione musei gratis la domenica. Su @ItaliaOgg…
  • 23/07 @ 13:25, RT @ferrante_dbn: La solitudine di #Marchionne, da manager di successo a capro espiatorio di una classe politica inadeguata; @nazione_fut…
  • 17/07 @ 06:32, RT @interrisnews: Iniziativa di @nazione_futura contro le morti sul #lavoro #MaglietteBianche https://t.co/1miO1CfwLQ
  • 12/07 @ 11:29, Negli ultimi dieci anni in Italia sono morte 13mila persone sul posto di lavoro. Nazione Futura lancia la campagna… https://t.co/8RPlBH7ipW

Ora l’economia tedesca si scopre fragile

Redazione di Redazione, in Economia, del

Non saranno giorni facili quelli che attendono Angela Merkel e il suo governo di larga coalizione, che con il repentino cambiamento di alcuni fattori geostrategici ed economico-commerciali si troveranno ad affrontare un insolito momento di flessione. I rischi esterni, in primo luogo la politica del nuovo Governo italiano, e i timori di una guerra commerciale globale dopo le decisioni di Donald Trump, hanno inaspettatamente frenato l’economia tedesca nella prima parte dell’anno. Di fronte al rallentamento, Diw Berlino, uno dei principali istituti di analisi del Paese, ha tagliato le stime di crescita per il 2018 di mezzo punto percentuale, all’1,9 per cento dal 2,4% di soli tre mesi fa, a marzo, quando le aspettative di espansione erano state riviste al rialzo.

Come riporta Il Sole 24 Ore poi, per il 2019 Diw Berlino prevede un ulteriore rallentamento della crescita del Pil, all’1,7 per cento. Le esportazioni rappresentano per la Germania il principale motore della crescita, solo negli ultimi anni affiancato dall’aumento dei consumi interni trainati dai bassi costi dell’energia e da una dinamica dei salari finalmente in crescita, dopo un lunghissimo stallo, grazie alla piena occupazione.

Il cambio di paradigma, che spinge i tedeschi a puntare sul riequilibrio tra export e domanda interna, come da tempo, ma inutilmente, le chiedevano i partner dell’Unione europea, è dunque suggerito dai fattori esterni, come pure la crisi degli emergenti. Non c’entra solo l’Occidente, infatti, perché anche il rallentamento di alcune grandi economie, Cina in primo luogo, ha costretto la Germania a puntare tutto sul consumo interno. In particolare la spesa delle famiglie, che tra il 2001 e il 2008 ha contributo alla crescita del Pil in media per 0,2 punti percentuali, è diventata la componente più importante l’anno scorso e nel 2016 il trend dovrebbe accentuarsi portando con sé anche un aumento delle importazioni. Il boom del mercato del lavoro, con l’occupazione ai massimi dalla riunificazione – 43 milioni gli occupati – continuerà e sosterrà la dinamica dei salari che dopo anni di stagnazione sono tornati a crescere a tassi elevati.

Via: Centro Studi del Pensiero Liberale
Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy