• 11/11 @ 13:04, RT @francescogiub: Domani mattina dalle ore 8 sarò su La7 a Omnibus per commentare i principali fatti di attualità politica 🇮🇹 #Omnibus #om…
  • 07/11 @ 11:29, RT @ferrante_dbn: @nazione_futura organizza a #Torino un #convegno dibattito sul tema del #globalismo e #sovranismo interverranno @DiegoFus…
  • 05/11 @ 21:09, RT @francescogiub: Domani mattina dalle 9 sarò ad Agorà su Rai3, tema della puntata la #sicurezza 🇮🇹@agorarai
  • 02/11 @ 09:11, RT @francescogiub: In prima pagina su @ilmessaggeroit @ajello63 riprende proposta che ho lanciato su @ilgiornale del 4 novembre festa nazi…
  • 01/11 @ 16:48, RT @OmnibusLa7: Domani dalle 8 @Gia_Passarelli @francescogiub @claudiafusani @elisacalessi @amadori @alessandroamad5 ospiti di @Penna74 #o…
  • 31/10 @ 10:44, RT @francescogiub: Il #4novembre torni ad essere festività nazionale, serve una valorizzazione dei simboli patri italiani lo propongo oggi…

Il Pil statunitense dà ragione a Trump: +3,5% nel terzo trimestre

Redazione di Redazione, in Economia, del

Nonostante gli scricchiolii di Borsa, con gli investitori preoccupati di un rallentamento economico legato anche alle tensioni commerciali, la crescita economica statunitense si è rivelata più veloce del previsto nel terzo trimestre del 2018. A spingerla sono stati i consumi degli americani, che – dalla prima lettura del dato diffuso dal Dipartimento al commercio – hanno portato il Pil a crescere cresciuto al tasso annuale del 3,5%. Gli analisti si aspettavano un +3,4%.

Musica per le orecchie di Donald Trump, a una settimana dalle elezioni di metà mandato: secondo gli analisti, l’economia americana è in corsa per chiudere il 2018 con una crescita del 3% o superiore. E se lo facesse, si tratterebbe della prima volta dal 2005.

Il dato è peggiore del +4,2% del secondo trimestre del 2018, che era stato il migliore dal +4,9% registrato nel terzo trimestre del 2014 e era stato nettamente superiore al trimestre ancora prima, quando gli Usa avevano registrato un +2,2%. Nel quarto trimestre del 2017 c’era stato un +2,9%, nel terzo un +3,2%, nel secondo un +3,1% e nel primo un +1,4%.

La sola voce delle spese dei consumatori ha segnato una progressione del 4%, aumento maggiore dal 2014.

Il dato attuale conferma comunque la situazione ben diversa tra le due sponde dell’Atlantico: in Europa, i previsori professionali della Bce hanno appena tagliato le previsioni di crescita per il 2018 e 2019 e hanno lasciato invariate quelle per il 2020. Come emerso dalla cosiddetta “survey of professional forecasters”, il Pil dell’area euro si attesterà al 2% quest’anno (lo 0,2% in meno rispetto alle stime precedenti), all’1,8% nel 2019 (lo 0,1% in meno) e all’1,6% nel 2020 (stima invariata). Anche gli indicatori Pmi, che anticipano l’andamento economico, recentemente hanno segnato i minimi da oltre due anni.

Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy