Per una democrazia monocamerale di stampo federale: l’esempio britannico

di Redazione
18 Febbraio 2017

Mantenere solamente la Camera dei deputati e mandare in soffitta per sempre il Senato in un prossimo futuro del nostro Paese? Difficile ma non impossibile. Trasformare la democrazia parlamentare da sistema bicamerale a monocamerale, concentrare su una sola Camera tutta la funzione legislativa potrebbe essere un’alternativa valida al dossier del Senato Federale proposto dal Centrodestra e dalla Camera delle autonomie del centrosinistra. La transizione al modello monocamerale deve essere accompagnata da una totale revisione della nostra carta costituzionale in cui vengono abrogati gli articoli che stabiliscono le funzioni del Senato della Repubblica, eliminati i commi degli articoli che stabiliscono le funzionalità del Senato. Compiuti questi passi la Camera deve dare le possibilità di rappresentanza di tutte le forze politiche presenti sul territorio e proteggere le minoranze linguistiche. Il sistema comprendente una sola camera legislativa può essere anche di carattere Federale. Per creare una democrazia parlamentare monocamerale di stampo Federale è importante che la suddetta Camera si fondi su un criterio di rappresentatività egualitario delle entità federali. Attualmente molti esponenti sono critici sul monocameralismo poiché dichiarano che si venga a creare un accentramento di poteri che potrebbe rompere il bilanciamento di poteri che il bicameralismo paritario ci dà nell’Iter legislativo. Nell’apportare le modifiche costituzionali al sistema parlamentare l’istituzione di una sola camera può creare i presupposti per una stabilità dell’esecutivo e rafforzare il Governo per garantire una stabilità a lungo periodo.

Il Modello Parlamentare Britannico

Il Sistema parlamentare della Gran Bretagna si è sviluppato nei secoli arrivando ad essere il principale modello di democrazia parlamentare per molti paesi del Globo. Il ruolo del Parlamento è centrale nella vita politica del paese. Nonostante sia composta da due camere denominate Camera dei Comuni (House of Commons) e dalla Camera dei Lord (House of Lords) solamente la Camera dei Comuni mantiene il potere legislativo e di controllo sul Gabinetto. Nei casi in cui si devono discutere leggi di materia costituzionale entra in funzione un bicameralismo perfetto in cui tutte le due camere devono dare il loro consenso. Il Caso della Brexit è stato il principale ostacolo alla strategia della May che voleva evitare in tutti i modi l’iter parlamentare. Di diverso avviso è stata la sentenza della Corte Suprema del Regno Unito che ha voluto ribadire che la questione della Brexit è di competenza di Westminster. Il Sistema Parlamentare Britannico predilige la stabilità politica grazie a un sistema elettorale maggioritario, l’accentramento del potere esecutivo in governi monopartitici a maggioranza “stentata”, un sistema bipartitico, il predominio dell’esecutivo, un parlamento unicamerale, un sistema di governo unitario e centralizzato, la flessibilità costituzionale, l’assenza di revisione giurisdizionale, una banca centrale controllata dall’esecutivo. Tra questi elementi esiste una stretta correlazione. Un sistema bipartitico non esclude chiaramente la presenza di altre formazioni partitiche, ma rende di fatto marginale l’influenza degli altri partiti e il peso che questi riescono ad avere in parlamento e nelle dinamiche politiche nazionali. La solida e coesa maggioranza di cui gode il governo in parlamento gli permette di essere stabile e di veder approvate le proprie proposte legislative.

Il Sistema Istituzionale Britannico

Dal punto di vista istituzionale il parlamento è bicamerale, ma caratterizzato da un bicameralismo talmente Unificato che si può parlare di quasi-unicameralismo: le due camere hanno differenti prerogative e composizione e il processo legislativo è concentrato solo in una delle due. Il governo britannico resta tendenzialmente centralizzato e unitario, anche se ha smorzato i suoi tratti caratteristici con la creazione delle amministrazioni nazionali decentrate (c.d deregulation) di Irlanda del Nord, Scozia e Galles. Altri elementi del modello sono una Costituzione flessibile e sopratutto non scritta, la mancanza di un controllo in materia di costituzionalità sulle leggi proposte dal parlamento e una banca centrale controllata dall’esecutivo.

Francesco Cirillo