Nasce ‘O magazine: il mensile per cacciatori di futuro

di Francesco Giubilei
18 Marzo 2018

La nascita di una nuova rivista cartacea di questi tempi non può che essere accolta positivamente, decidere di investire in una pubblicazione su carta, in un mercato editoriale caratterizzato da una costante diminuzione delle vendite di riviste e quotidiani, è un atto coraggioso che merita tutto il supporto possibile.

Le riviste, oltre ad avere un fascino unico per noi feticisti della carta, sono uno strumento di dibattito e approfondimento quantomai necessario nella nostra società mordi e fuggi dove le persone – nonostante la mole di notizie – sono sempre meno e male informate.

Se poi la nuova iniziativa nasce con una forte identità grafica ed editoriale, i lettori italiani non possono che gioirne ulteriormente e correre in edicola ad acquistare ‘O magazine.

Non a caso dietro la pubblicazione c’è Vittorio Macioce, giornalista de “Il Giornale” e colto organizzatore del “Festival delle storie”, rassegna culturale orgogliosamente ciociara che da anni è agli onori delle cronache letterarie per gli ospiti e la qualità del programma.

Pubblicata con cadenza mensile e distribuita nelle edicole, colpisce del primo numero l’uso delle immagini e delle illustrazioni che fanno correre la mente ai rotocalchi di longanesiani e alle riviste che hanno fatto la storia culturale italiana del Novecento.

Ottima anche la scelta dei contenuti: si va da un’inchiesta sui bitcoin a un ricordo dei due Lucio (Dalla e Battisti) fino a un testo dell’ultimo libro di Mario Giordano Avvoltoi, l’Italia muore e loro si arricchiscono.

Guai ad accusare ‘O magazine di passatismo per la scelta di esordire su carta piuttosto che online, potremmo piuttosto definirla una rivista futurista o avanguardista – non a caso il sottotitolo “il mensile per cacciatori di futuro” – perché la società del domani è al centro della linea editoriale come emerge dall’inchiesta sui rifiuti che si trasformano in carburante.

Le premesse per una rivista destinata a lasciare il segno e a durare nel tempo ci sono tutte, l’auspicio è che possa essere l’inizio di una nuova avventura di cui, il sempre più asfittico mercato editoriale italiano, sentiva il bisogno.