Sprechi burocrazia: Nazione Futura propone una compensazione fiscale di 53 miliardi
1 Settembre 2020
Il dipartimento tasse del movimento di idee NAZIONE FUTURA, coordinato da Stefano Magni, esprime il massimo disappunto per gli esiti dell’ultimo studio della CGIA di Mestre, da cui si evince che lo spreco della Pubblica Amministrazione ammonti a 200 miliardi di euro, quasi il doppio dell’evasione fiscale. In un periodo di grave crisi dovuta all’emergenza COVID, nel giorno in cui l’ISTAT ha rivisto al ribasso la stima sul PIL italiano, con una perdita prevista di -12,8%, il tessuto produttivo italiano non può permettersi un fardello così gravoso.
Oltre al danno la beffa: di questi 200 miliardi, ben 53 sono debiti contratti dalle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei loro fornitori. Sono dunque miliardi già di legittima proprietà dei fornitori che lo Stato sta tardando a pagare.
Pertanto NAZIONE FUTURA chiede che sia messa almeno allo studio una misura fiscale d’emergenza, in un autunno che si preannuncia drammatico per molti imprenditori: una compensazione fiscale dei 53 miliardi di debiti delle Pubbliche Amministrazioni, tramite sconto sulle imposte sugli utili. Poiché non è giusto che, in un periodo di estrema crisi, lo Stato esiga i suoi crediti senza aver pagato i debiti ai suoi cittadini.
Questa compensazione fiscale non comporta un aumento del debito pubblico, semmai lo Stato salda parte del suo debito con i suoi fornitori. Non è un condono, né un taglio, né un bonus fiscale: la pressione fiscale non cambia, si tratta di un pagamento dovuto, effettuato tramite uno sconto a beneficio dei creditori, invece che tramite una più problematica erogazione diretta. Non comporta un taglio di spesa a copertura, perché stiamo parlando di 53 miliardi che già non appartengono allo Stato e che dunque non possono essere considerati in alcun modo disponibili per altre spese pubbliche, specialmente in un periodo di crisi del tessuto produttivo.