Il ritorno al passato di Tremonti: “Con la cultura non si mangia? Mai detto”

di Redazione
17 Marzo 2017

Era il lontano 2010 quando, l’allora ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi, si lamentava con il suo collega Giulio Tremonti, alla guida del dicastero all’economia, dei tagli alla cultura e delle contemporanee elargizioni ai ministri leghisti. Addirittura il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pare avesse confessato: “Quando gli si chiedono dei soldi lui risponde sempre che non ce ne sono”. Tremonti, allora, proprio riferendosi al ministro Sandro Bondi, pronunciò il fatidica frase: “Non è che la gente la cultura se la mangia”.

Da allora lo slogan è diventato un mantra per l’antipolitica. Decine e decine di giornalisti, intellettuali, opinionisti, uomini di cultura e semplici appassionati hanno citato il virgolettato del Ministro, passato tuttavia nell’immaginario collettivo come “Con la cultura non si mangia”. L’ultimo in ordine di tempo è stato in questo senso l’editore Francesco Giubilei, fondatore tra l’altro del sito ilconservatore.com, che in un’intervista rilasciata mercoledì ad Affari Italiani diceva: “In Italia, il Paese dove Giulio Tremonti ha potuto dire che con la cultura non si mangia, c’è un problema di confusione tra sponsorizzazione e mecenatismo dei privati”.

Tremonti, allora, ha voluto dire la sua precisando con una missiva di risposa:

“L’intervista di Affaritaliani.it al giovane editore Francesco Giubilei. Nell’intervista è scritto tra l’altro quanto segue: In Italia, il Paese dove Giulio Tremonti ha potuto dire che con la cultura non si mangia, c’è un problema di confusione tra sponsorizzazione e mecenatismo dei privati”.
Al riguardo mi permetto di notare che la frase citata non solo non l’ho mai pronunziata, ma l’ho sempre e sistematicamente smentita a mezzo stampa. Così che, proprio in base alla legge sulla stampa, esercito con la presente il diritto ad una citazione corretta e comunque ad una rettifica.
Anche per quanto sopra concordo comunque con il “giovane editore” sul fatto che in Italia “c’è un problema di confusione”.
Tanto cordialmente,
Giulio Tremonti