Il primo genocidio moderno: esce il film sui martiri cattolici della Vandea

di Redazione
17 Novembre 2016

Le persecuzioni, le violenze, finanche gli eccidi in odium fidei appaiono oggi come realtà incastonate a latitudini lontane sfogliando il “Rapporto 2016 sulla libertà religiosa”. Eppure in un periodo relativamente recente, circa due secoli fa, un lembo di terra d’Europa fu irrorato in abbondanza dal sangue di decine di migliaia di cristiani colpevoli soltanto di voler difendere la loro fede da una repressione di Stato.

Nel 1793, durante la Rivoluzione francese, si scatenò, nella terra della Vandea, il primo genocidio di Stato della storia occidentale. Il regime rivoluzionario di Parigi venne imposto con la forza nelle province di Francia ed ebbe in Vandea, la più Cattolica di esse, la reazione più coraggiosa e gloriosa. I Blancs (i vandeani) si contrapposero ai Bleus (i giacobini): uniti a Dio e al Re, i contadini della Vandea, con i loro amati sacerdoti e i loro generali, si distinsero per la strenua difesa contro la dea ragione ed il principio deista dell’essere supremo; perciò, a causa del loro fermissimo Credo e della loro fedeltà monarchica, vennero massacrati. Per odio ideologico perirono, in quell’ecatombe, più di 30 mila abitanti.

Molte di queste vittime si devono alle cosiddette “colonne infernali”, brutali operazioni dell’esercito repubblicano che presero le mosse dall’ordine diramato dal generale Louis Marie Turreau: “Neppure le persone semplicemente sospette devono essere risparmiate. Tutti i villaggi, i borghi, le macchie e tutto quanto può essere bruciato sarà dato alle fiamme”. Molti di quei martiri della fede sono saliti agli onori degli altari.

Tema, quello delle guerre di Vandea, che è sempre stato volutamente tacitato da chi riconosce le proprie radici ideologiche e culturali nella Rivoluzione francese. Per anni gli storici si sono confrontati sull’ipotesi di genocidio e la questione è approdata anche in Parlamento, a Parigi, dove fin dal 1987 alcune proposte di legge hanno provato invano a bucare la coltre di silenzio.

Chi in altro campo è dedito allo stesso proposito di far luce su quegli avvenimenti è Jim Morlino. Vincitore come miglior autore giovane al Mirabile Dictu-International Catholic Film Festival con il suo The War of the Vandéè, uscito nel 2012, torna oggi ad occuparsi con la cinepresa del medesimo argomento storico insieme al produttore Daniel Rabourdin.

Si chiama The Hidden Rebellion (La ribellione dimenticata), pellicola in lingua inglese che offre “una scottante descrizione degli eventi e, ancor più importante, delle idee” che portarono “a uno dei casi più agghiaccianti di genocidio nella storia”. Secondo gli autori si tratta di “un avvertimento potente in questo periodo di crescente intolleranza verso la fede e la famiglia”. A rivolgerlo a noi contemporanei, il sacrificio di tanti semplici cattolici pronti a dare la vita per la propria fede. Nella Francia del ‘700 ed ‘800 come in Paesi africani e asiatici oggi.