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Novara, il sindaco leghista non finanzia il gay pride: “È solo folklore”

Redazione di Redazione, in Attualità, del

La giunta comunale di Novara, guidata dal leghista Alessandro Canelli, ha deciso di non concedere il patrocinio e la collaborazione economica e organizzativa al “gay pride” poiché ritenuta “una manifestazione di tipo simbolico-folkloristico”“A nostro modo di vedere – ha argomentato il primo cittadino leghista – non può apportare il giusto contributo alla crescita e alla consapevolezza su problemi di questo tipo”. Secondo Canelli, l’evento, a cui dovrebbero prendere parte circa duemila persone e che ha già ottenuto il patrocinio di Regione, Provincia e Fondazione della Comunità del Novarese oltre all’adesione di una trentina di enti, associazioni e partiti, potrebbe rivalersi “addirittura controproducente rispetto alle finalità che si intendono raggiungere”. Tanto che il sindaco lo definisce “un’inutile ostentazione”. Convinto che “la pubblica amministrazione possa fare meglio alla causa contro le discriminazioni sessuali non patrocinando eventi come questo”, il primo cittadino leghista conclude spiegando che, in città, “come me la pensano tanti omosessuali”.

La decisione, ovviamente, ha scatenato le ire della sinistra. La segreteria provinciale del Pd la definisce “una decisione anacronistica e discriminatoria” e bolla le parole di Canelli “quanto di più svilente e moralista ci si possa aspettare nel 2018”“Il sindaco, che appena eletto si è affannato a dichiarare ‘urbi et orbi’ che sarebbe stato il sindaco di tutti – prosegue la nota dei Dem – alla prova dei fatti si dimostra essere prevedibile e scontato nel ruolo di moralizzatore”. Il gay pride del prossimo 26 maggio il Pd sfilerà insieme alle associazioni arcobaleno.

“Credo che questi sindaci bigotti e omofobi abbiano fatto il loro tempo. Noi continueremo a sfilare, come sempre ‘colorati e baracconi”, replica in una nota Daniele Viotti, parlamentare europeo piemontese co-presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento europeo. “Gli atti di questi sindaci, quello di Novara è l’ultimo di una serie, mi sembrano operazioni di chi non sapendo amministrare cerchi un po’ di pubblicità sulla nostra pelle”.

Prima del sindaco Canelli, avevano fatto discutere le parole di un altro leghista, il governatore lombardo Fontana. Per l’ex sindaco di Varese il gay pride “è divisivo e non va sostenuto”, perché “è sbagliato sbandierare le proprie scelte sessuali”. Di “folklore” ed “esibizionismo” aveva invece parlato il suo collega trentino Rossi, a capo di una maggioranza di centrosinistra, negando il patrocinio al Dolomiti Pride.

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