Marion Le Pen a Firenze il 25 novembre per tracciare una “Nuova Europa”

di Redazione
22 Novembre 2016

Sono passati pochi mesi da quando a marzo Marion le Pen è venuta a Roma e Milano, aveva promesso che prima della fine dell’anno sarebbe tornata ed ha infatti mantenuto la parola. Ecco allora il vicepresidente del Front National partecipare il 25 novembre a Firenze a un incontro dal titolo Una nuova Europa è possibile a cui parteciperanno Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni assieme a Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e Manuel Vescovi (Lega Nord). A moderare l’incontro Vincenzo Sofo il referente nazionale della rete 1000 Patrie; associazione strutturata a sostegno del Fronte identitario In Italia.

A introdurre l’incontro, come relatori, Fabrizio Fratus e Michele de Feudis, rispettivamente de Il Talebano e Barbadillo.it. Una iniziativa insolita a cui Marion le Pen è ben felice di partecipare. Il Vice presidente del Front National ha una visione molto diversa dei rapporti internazionale e infatti a Mosca ha auspicato una “alleanza tra Francia e Russia in quanto il destino e la storia di queste due nazioni è Comune”. La nipote del fondatore del Front National è molto attiva per organizzare un fronte internazionale contro gli interessi finanziari che depredano i popoli europei e del mondo. Il suo ritorno in Italia è molto importante e l’iniziativa è uno dei molteplici progetti della rete 1000 Patrie verso una riunificazione dell’area della Destra oramai senza più un punto di riferimento solido e specifico.

le pen

Come in Russia, Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Ungheria, Austria, Francia, anche in Italia i cittadini vogliono un ritorno alla sovranità e alla specifica identità, contro un modello di Europa che ha fallito su tutti i fronti. Da Putin a Trump ciò che unisce è il senso di appartenenza. In Europa i movimenti che nel loro DNA si pronunciano per un ritorno alla patria e al senso di comunità sono tutti vincenti; è il momento di promuovere l’idea comunitarista e il senso della tradizione come concetti politici. Nel nostro paese vi sono molteplici realtà promotrici di un disegno simile a quello proposto dal circolo Il Talebano, che ha lo scopo di creare un fronte comune sia sotto il profilo culturale che politico. Non farlo significa solamente una cosa: essere complici del sistema culturale che si dice di volere combattere. Noi crediamo che i piani su cui si debba collaborare siano due: il primo è quello culturale e il secondo è il piano politico. Stiamo promuovendo un progetto ben delineato e i risultati si iniziano a vedere, diverse realtà stanno manifestando l’interesse all’unità.