• 13/05 @ 20:59, RT @SimoCosimelli: Nazione Futura, conservatori in un' Italia immobile - https://t.co/FBm8RTcolV @Affaritaliani @nazione_futura @francesco…
  • 12/05 @ 12:27, RT @francescogiub: Nazione Futura, conservatori in un'Italia immobile - Affaritaliani.it https://t.co/3cc0pknH9c
  • 29/03 @ 07:30, RT @francescogiub: Oggi a #Milano secondo convegno di #naziofutura @BrunettiEdo @vincesofo @CristianoPuglis @RobGaglia @lorenzdebe @Campari…
  • 24/03 @ 13:27, RT @FabioSPIacono: @Conservatoreit: La pericolosa radicalizzazione della Turchia di Erdogan @UnionMonarchica @Cons_Riform_CoR @FratellidIta…
  • 24/03 @ 13:27, RT @CeMachiavelli: @Conservatoreit intervista @DanieleScalea su mission Machiavelli e futuro #centrodestra e #sovranismo https://t.co/FQ9qc
  • 28/02 @ 20:18, RT @secolotrentino: Giovedì 2 marzo i giovani si interrogheranno sul futuro del centrodestra https://t.co/PqVbesnES0 https://t.co/KflHdPTlm8

Lo Stato della California si allea con la Cina sul clima e fa un dispetto a Trump

Redazione di Redazione, in Attualità, del

L’abbandono degli accordi sul clima di Parigi da parte degli Stati Uniti ha dato nuovo vigore alla strategia internazionale della Cina. È sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla transizione globale alla green economy che Pechino punta per costituire un’egemonia globale. E anche se non sono poche le contraddizioni – la Cina continua a essere il più grande inquinatore del mondo – l’offensiva ambientalista di Pechino arriva (quasi) sotto la Casa Bianca. Martedì scorso il governo della California, uno degli stati leader in America nella green economy, ha annunciato un piano di cooperazione con il ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica popolare per lo sviluppo di tecnologie a energia pulita, sul commercio di slot di emissioni e altre opportunità di investimento a impatto “positivo per il clima”.

Come spiega Reuters, l’accordo è stato firmato a Pechino dal governatore dello stato a stelle e strisce, il democratico Jerry Brown, e dal ministro cinese della scienza Wan Gang. “Abbiamo bisogno di una collaborazione molto stretta con la Cina, con le vostre imprese, le vostre province, le vostre università”, ha spiegato Brown rivolgendosi al pubblico cinese, poco prima di essere ricevuto dal presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping.

Poche ore prima, lo stesso governatore aveva definito “folle” la decisione del presidente Donald Trump di ritirare l’adesione agli accordi di Parigi sul clima, annunciata lo scorso primo giugno. L’accordo arriva meno di una settimana dopo il summit Cina-Unione europea di Bruxelles al termine del quale il premier cinese Li Keqiang aveva promesso di lavorare “con il massimo impegno” alla realizzazione degli obiettivi di Parigi. Un atteggiamento accolto con favore da questa parte dell’Atlantico e definito “responsabile” nei confronti del futuro del pianeta dallo stesso presidente del consiglio europeo Donald Tusk.

Che la Cina diventi capofila della lotta ai cambiamenti climatici è quasi paradossale. Il Paese di mezzo è infatti ancora oggi fortemente dipendente dal carbone ed è il primo importatore di petrolio al mondo. Pechino ha di recente sospeso le concessioni per nuove centrali a carbone, ma i risultati – in particolare in termini di inquinamento atmosferico in ampie zone del paese – stentano ad arrivare, anche perché il carbone, specifica il rapporto annuale del Centro Studi per le Imprese della Fondazione Italia Cina, costituisce il 60 per cento della struttura energetica cinese.

Con un investimento annuo di 89,5 miliardi di dollari nel solo 2014, però, la Repubblica popolare è il più grande investitore al mondo in sviluppo di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Idroelettrico, eolico e fotovoltaico trainano il settore: l’idroelettrico è già oggi la seconda fonte di approvvigionamento energetico del grande Paese di mezzo; oltre due terzi dei pannelli fotovoltaici del mondo; e oltre la metà delle pale eoliche del mondo sono prodotte qui. Tra il 2006 e il 2009 la capacità produttiva dell’eolico cinese è raddoppiata su base annua rispetto ai dodici mesi precedenti, arrivando nel 2012 a superare il nucleare.

Il solare è infine il terzo pilastro della svolta verde di Pechino. Nel 2015 l’ex Impero celeste è diventato il primo paese al mondo per capacità solare, con 43,2 gigawatt installati.

Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2017, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy