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L’Anpi contro la targa a Giuseppina Ghersi, 13enne stuprata e uccisa dai partigiani

Redazione di Redazione, in Attualità, del

Una targa per ricordare la tredicenne Giuseppina Ghersi, stuprata e uccisa da alcuni partigiani savonesi pochi giorni dopo la Liberazione. Una targa che sarà collocata nel bel mezzo di una piazza di Noli dedicata ai fratelli Rosselli, vessilli dell’antifascismo e fondatori di Giustizia e Libertà, vittime di sicari dell’estrema destra francese. Un monumento al ricordo voluto da un consigliere comunale di centrodestra con un padre partigiano, l’Anpi che insorge e annuncia proteste, pezzi di sinistra che per una volta sembrano staccarsi dall’intangibilità del mito resistenziale.

Nelle stesse ore in cui la legge Fiano, che inasprisce le pene per l’apologia di fascismo , viene approvata da un ramo del Parlamento, a Noli i conti con la storia si fanno in tutt’altro modo. Per la prima volta un Comune ha deciso di dedicare un cippo alla memoria di Giuseppina Ghersi, tredicenne savonese assassinata nei giorni successivi al 25 aprile nei pressi del cimitero di Zinola, dove è sepolta. Forse perché aveva genitori filo- fascisti, o solo perché aveva ricevuto un encomio per un tema su Mussolini o, sostiene qualcun altro, perché era – a tredici anni – una “spia collaborazionista”.

Anche Rifondazione comunista di Savona prende posizione contro la targa in memoria di Giuseppina Ghersi e lo fa citando questo pensiero di Italo Calvino: «Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’ Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono».

Redazione

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