L’Alto Adige strizza l’occhio al governo giallo-verde

di Redazione
22 Ottobre 2018

Paul Koellensperger ha spiazzato tutti, anche se stesso, come ammette. Mentre tutti guardavano a destra, l’ex grillino ha conquistato – quasi inosservato – il centro, portando a casa un successo mai visto prima in Alto Adige per una lista civica senza storia e senza legami con partiti e movimenti nazionali, fondata tra l’altro solo pochi mesi prima. Il Team Koellensperger ora è la seconda forza in consiglio provinciale con il 15,2% dei consensi. Non è un dissidente grillino, ma nemmeno un fiore all’occhiello del MoVimento. La sua separazione dai 5 stelle è stata consensuale e indolore, ma il fatto che abbia riscosso un simile successo puntando forte sul “giallo” pentastellato gli conferisce comunque un certo ascendente filo-governativo.

La Svp cala, ma non crolla, scende infatti dal 45,7% al 41,7%, mentre la Lega vola, ma si ferma sul gradino più basso del podio (11,1%). Nelle prime ore dello scrutinio con i dati “sbilanciati” da Bolzano, il Carroccio sarebbe poi uscito come primo partito, stava volando oltre ogni aspettativa. Con l’arrivo delle sezioni delle zone rurali il dato si è poi un po’ ridimensionato per fermarsi al 11,1% dei consensi. Quanto basta, comunque, per rivendicare un posto in giunta.

Secondo lo Statuto d’autonomia il gruppo linguistico italiano deve essere rappresentato nell’esecutivo e il Carroccio è con largo distacco il partito italiano più eletto. Difficilmente la Svp potrà dire di no al partito che a Roma è al governo, anche se la Volkspartei detta come condizione la vocazione europeista della futura giunta. Il Pd, sceso al 3,8%, ormai con un piede è fuori dalla giunta.