La Coop non sei più tu: 421 esuberi e buco da 38 milioni di euro
10 Luglio 2017
Altro che “la Coop sei tu”. Tagli importanti al costo del lavoro per far fronte ad anni di bilanci in rosso, anche se c’è chi parla di sventata “mattanza occupazionale” in Unicoop Tirreno, come temuto a inizio anno dai sindacati: per gestire 421 esuberi il gigante della distribuzione (un centinaio di punti vendita e 4500 dipendenti tra Toscana, Lazio, Campania e Umbria) e i sindacati hanno siglato un’intesa che prevede cassa integrazione, contratti di solidarietà e uscite volontarie incentivate. Il futuro? Il bilancio consuntivo 2016 recentemente approvato segna una perdita di 38,7 milioni di euro ma secondo il cda si è “chiuso un ciclo difficile e negativo” e se ne sta aprendo uno nuovo “di potenziamento e rilancio”.
Il confronto tra azienda e sindacati per mettere a punto i dettagli sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali prosegue. L’ultimo incontro è avvenuto lo scorso 3 luglio a Roma (il prossimo è fissato per domani). La cassa integrazione a rotazione sarà attivata per un anno nei confronti dei 490 dipendenti della sede di Vignale Riotorto, nel Livornese, dove gli esuberi previsti sono scesi da 160 a 130.
Il management dell’azienda ricorda in una nota che grazie “all’intervento delle altre cooperative di consumo e di Coopfond, con la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi” è stato possibile arrivare “al raddoppio del patrimonio” e a una “notevole riduzione dell’indebitamento”. La gestione commerciale sta migliorando: “La perdita è in riduzione del 10% rispetto all’anno precedente”. Il risultato gestionale prima delle poste straordinarie è di “meno 12 milioni” ma la perdita complessiva è pari a 38,7 milioni: il gruppo ha infatti “appostato un fondo gestione rischi molto consistente e si sono compresi nel bilancio 2016 gli oneri di ristrutturazione previsti nel prossimo triennio”. Il bilancio 2017 (dopo il passivo di 24 milioni del 2015 e quello di 30,9 del 2014) “sarà ancora di transizione” ma secondo l’azienda inizieranno a produrre risultati i cambiamenti messi in atto: “La riduzione dei costi del personale, la riduzione dei costi di gestione, gli interventi di miglioramento della gestione dei punti di vendita, gli interventi di ristrutturazione fatti e programmati per rilanciare negozi importanti del Lazio”. I primi mesi del 2017 risultano comunque “in linea con un preventivo che prevede il dimezzamento della perdita della gestione caratteristica, una sostanziale tenuta delle vendite e una consistente riduzione dei costi gestionali”.