Il dizionario Usa Webster in shock: non vuole “fascismo” parola dell’anno

di Daniele Dell'Orco
1 Dicembre 2016

Arriva dicembre ed è subito tempo della gara per istituzioni e giornali a decretare la «parola dell’anno»: accade almeno dal 1990, cioè da quando un professore di lingua inglese dell’Illinois propose a Chicago, nel corso della riunione della American Dialect Society, di selezionare quel termine che aveva per vari motivi contraddistinto i 12 mesi che si stavano chiudendo. L’invito di quel docente, il linguista Allan Metcalf, si tradusse subito in entusiastica competizione. È l’anno della Guerra del Golfo, il Presidente Bush promette anche ciò che non mantiene e per questo c’è chi usa il termine «bushlips» come sostantivo per definire la sua retorica politica poco sincera. La dichiarazione dell’allora presidente a cui si riferisce il termine è: «Read my lips: no new taxes». Le tasse, invece, le alzò, e la parola scelta quell’anno fu proprio «bushlips».

Merriam-Webster, la storica casa editrice americana che dal 1800 pubblica dizionari, è una delle “istituzioni” che seleziona la parola dell’anno in base al vocabolo più ricercato sul sito online del suo dizionario, e che dunque rappresenta un indicatore importante delle tendenze di curiosità, interessi e fenomeni che hanno coinvolto i 12 mesi in questione. A pochi giorni dalla fine dell’anno 2016, in testa alla classifica delle parole più cercate c’è “Fascismo”. E siccome nell’immaginario collettivo del mondo libero equivale a vocaboli come “Inferno”, “Sterminio”, “Morte”, “Pandemonio”, dal profilo Twitter di Merriam-Webster è partito il grido d’aiuto.

twit

“C’è ancora tempo per far balzare in testa qualche altra parola”, si legge. C’è persino un suggerimento, quello a cercare la parola “flummadiddle”, intraducibile letteralmente in italiano, ma pressappoco vuol dire “senza senso” o “spazzatura”. Il riferimento fin troppo chiaro è quello di scegliere un termine in risposta alle dichiarazioni politiche di Donald Tramp, che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale e che hanno fatto storcere il naso ai benpensanti. Gli stessi che si sconvolgono al semplice suono della parola fascismo.

Gli altri portali non sono più fortunati, visto che la parola dell’anno di Dictionary.com’ è xenofobia, mentre quella del Cambridge Dictionary è paranoia. Più classica la scelta di Collins: Brexit. Altri termini molto ricercati sono alt-right e trumpismo, per ovvi motivi politici.