Allarme “spiking”, la droga dello stupro iniettata senza consenso nelle discoteche

di Redazione
9 Novembre 2021

di Federica Pascale

Aumentano i casi di “spiking” e “needle-spiking” nel Regno Unito e in Irlanda. Le vittime sono per la maggior parte giovani donne ma il pericolo è reale anche per gli uomini.

Lo “spiking”, in italiano traducibile in “addizione”, consiste nel far scivolare sostanze stupefacenti nel bicchiere di vittime inconsapevoli, le quali perdono così i sensi, spesso restando inermi nelle mani dei loro aguzzini. Si tratta di una pratica subdola che ha preso piede nei luoghi affollati, come discoteche o pub, dove l’euforia e la leggerezza del momento di svago fanno abbassare la guardia, dando spazio d’azione ai criminali.

Il “needle-spiking”, invece, è una sorta di evoluzione dello “spiking”. Si tratta di un’iniezione, senza consenso, di una serie di droghe o sonniferi somministrate anch’esse nei locali affollati ma anche nel trambusto che spesso si crea nelle lunghe file d’attesa per entrarci dentro. Le vittime sentono un forte bruciore nel punto di iniezione e poi progressivamente perdono conoscenza per svariate ore. Il “blackout” rende difficile ricostruire gli eventi e di conseguenza anche individuare i responsabili. Il tratto distintivo di questa pratica è che lascia il segno, letteralmente. Le vittime si accorgono dell’abuso non appena riprendono conoscenza, non solo per l’inspiegabile vuoto di memoria ma anche per il dolore su braccio, gamba o schiena, concentrato in un punto sulla pelle che si rivela essere il foro d’entrata della siringa, spesso circondato da un livido più o meno esteso.

Il “National Center for Biotechnology Information” (NCBI) afferma che soli 2g di GBL (gamma-butirrolattone), anche conosciuta come droga dello stupro insieme a GHB (gamma-idrossibutirrato) e BD (butandiolo), possono provocare un sonno profondo in pochi minuti se ingeriti mischiati ad un drink alcolico. Gli esperti evidenziano anche che il Rohypnol (flunitrazepam) è un altro potente sedativo spesso utilizzato con lo stesso fine. È incolore, inodore, insapore, e causa il tipico ‘blackout’.

La droga somministrata serve spesso per stordire e poi stuprare le vittime ma può anche facilitare il furto e altro tipo di violenze. Sembra essere questo il caso di Ted White, 22, che ha dichiarato a ‘Good Morning Britain’ di aver perso conoscenza mentre si trovava in un bar a bere e di essersi poi ritrovato nel suo letto insanguinato, ricoperto di tagli e lividi, senza portafoglio ed altri effetti personali. Non riuscendo a ricordare nulla della notte d’orrore, sostiene di essere stato vittima di ‘spiking’.

Un’altra vittima, questa volta di “needle spiking”, è Georgia Latham, che racconta di essere stata drogata mentre era in fila per entrare in un club. Si è resa conto del misfatto quando ha perso sensibilità alle gambe prima e subito dopo anche la capacità di esprimersi. “Stavo seduta, sentivo e capivo quello che mi si diceva ma non ero in grado di rispondere e quindi continuavo a piangere non potendo esprimere a parole quello che stavo provando.” Dopo essere stata assistita al pronto soccorso, ha dovuto fare accertamenti al fine di escludere l’eventuale trasmissione di malattie come l’epatite B, la sifilide e l’HIV.

Durante gli ultimi due mesi c’è stato un preoccupante incremento di casi che ha scatenato l’opinione pubblica. Tra settembre e ottobre sono stati ben 198 i casi di “spiking” denunciati alle autorità in tutto il Regno Unito, e 24 quelli di “needle-spiking”. In Irlanda, invece, il fenomeno è più recente ed è stato affrontato principalmente sui social da parte di giovani vittime irlandesi che hanno raccontato le loro storie e pubblicato le foto delle ferite che hanno ritrovato sul proprio corpo dopo l’abuso.

In risposta a questo inquietante clima di violenze, in Gran Bretagna è iniziata una campagna di boicottaggio dei locali notturni. Il movimento promotore della campagna si chiama “Girls Night In”, traducibile in “una serata in casa tra ragazze”, e manifesta appunto rimanendo a casa una sera a settimana, il mercoledì, come in una sorta di sciopero serale. La protesta è iniziata a Edimburgo e ha preso campo in diverse città inglesi, in particolare quelle universitarie come Brighton o Bristol. Inoltre, ha trovato sostegno da parte di più di 30 università e da molti club notturni che hanno chiuso la propria attività per un giorno in segno di solidarietà. Infine, è stata avviata anche una raccolta firme su internet che ha già raccolto quasi 170mila firme. Lo scopo di tutto ciò è ottenere che i locali adottino delle misure di sicurezza tali da proteggere sia le donne che gli uomini da questa tipologia di illecito e assicurare dunque un ambiente protetto per tutti, nel quale divertirsi in sicurezza.

Viste le proteste, il Ministro degli Interni Priti Patel ha chiesto un aggiornamento urgente da parte delle forze dell’ordine sulle aggressioni. I locali notturni, nel frattempo, si stanno già attrezzando: perquisizioni all’entrata, metal detector e aumento dei controlli in sala. Infine, forniscono ai loro clienti bicchieri in plastica con coperchio e cannuccia, al fine di evitare che si possa versare sostanze indesiderate nei drinks.