Al vertice Ue sui migranti l’addio al paradigma “ce lo chiede l’Europa”

di Redazione
29 Giugno 2018

A prescindere dai termini dell’accordo europeo sui migranti e dalle sue applicazioni pratiche, l’inversione di tendenza sembra palese: per anni i primi ministri italiani tornavano da Bruxelles con una ricetta per risolvere i problemi dell’Italia studiata da altri, stavolta quantomeno i problemi dell’Italia sono stati discussi nei termini richiesti dall’Italia. Poi certo, non è detto che siano condivisi da tutti, e infatti il tira e molla è durato 13 ore. Alla fine, però, un percorso comune è stato individuato:

“Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostruire le operazioni della Guardia costiera libica”. Come chiesto dall’Italia, le conclusioni del Vertice evocano la necessità “di un nuovo approccio fondato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri per gli sbarchi di chi è salvato nelle operazioni di ricerca e soccorso” in mare.

In questo contesto, i leader chiedono alla Commissione di “esplorare rapidamente il concetto di piattaforme regionali di sbarco” nei Paesi terzi che dovrebbero “operare distinguendo le situazioni individuali dei migranti, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza creare un fattore calamita”.

Le conclusioni del Vertice prevedono che “sul territorio dell’Ue chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti in alcuni Stati membri, solo su base volontaria”.

Nei centri chiusi dovrebbero essere effettuate in modo rapido e “con il pieno sostegno dell’Ue” le procedure per “distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati, e chi necessità di protezione internazionale, per cui si applicherà il principio di solidarietà”.

Il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, vuole vedere che “impegni concreti ci sono” da parte dell’Ue prima di pronunciarsi sull’accordo sui migranti al Consiglio europeo.  “Vorrei che finisse l’ipocrisia per cui si dice viva l’Europa e poi paga l’Italia”, ha spiegato il vicepremier ospite di “Circo Massimo”.

 “Il principio fondamentale era e continua a essere la protezione delle frontiere esterne e fare investimenti veri in Africa perché unico modo per bloccare l’esodo è permettere a quelle ragazze e a quei ragazzi di avere un futuro nelle loro città”, ha aggiunto. Le navi delle Ong, ha assicurato Salvini ribadendo il no all’accesso ai porti per le navi umanitarie, “non vedranno più  l’Italia se non in cartolina”.