Musk: una polemica quotidiana

di Redazione
2 Dicembre 2022

Di Alessia Cuffia

Sembra proprio che Elon Musk, CEO di Tesla, fondatore di SpaceX e neo proprietario di Twitter, non riesca a far passar giorno senza che qualcuno parli di lui.

Auto definitosi “Progressista in materia sociale “ e “Conservatore in quella fiscale”, l’uomo più ricco al mondo ha, da sempre, manifestato apertamente il suo dissenso nei confronti di quell’obbligo vaccinale che, per mesi, Governi ed OMS hanno imposto ad aziende e cittadini.

Ed ecco allora che, quasi a voler lanciar loro guanto di sfida, riduce drasticamente il numero dei moderatori di Twitter, e decide di abbandonare completamente la policy contro le fake news adottata sinora.

Se, fino al 22 Novembre 2022, le false informazioni sanitarie (in materia di Covid) venivano infatti segnalate e rimosse dalla piattaforma social, da qualche giorno non è più così.

Un taglio con il passato. Un salto verso il futuro.

Senza dubbio, una scelta che divide.

Perché, se è vero che, adesso, “L’uccello é libero”, questa libertà ritrovata porta con sè il rischio concreto che bufale e fake-news destabilizzino ulteriormente tutta quella parte di utenti già pesantemente turbata dagli effetti della pandemia.

La concezione che il pensiero umano non debba essere in alcun modo limitato, fonda le sue radici in tempi antichissimi ma, ciononostante, la libertà di espressione interpreta ancora oggi ruolo da protagonista nelle democrazie liberali.

Senza dubbio, l’evoluzione tecnologica ha avuto come conseguenza un impatto dirompente sulla libertà di espressione.

Se, da un lato, il web, Internet ed i social, hanno agevolato la possibilità di ricevere fiumi di informazioni, è anche vero che, questi strumenti, hanno permesso la rapida diffusione di idee da parte di un indeterminato ed indefinito numero di soggetti.

Se non verificate, queste informazioni rischiano di tramutarsi in fake-news i cui effetti, nel mondo della comunicazione, sono noti a tutti.

Ciascuno di noi ha il diritto di dire le cose vere così come, probabilmente, ciascuno di noi ha il diritto di dire le cose non vere.

Ma nel momento in cui un’informazione non vera rischia di sovvertire o turbare l’ordine pubblico, allora forse è lí, che si dovrebbe intervenire.

Alla luce di quanto detto, appare senza dubbio difficile schierarsi a favore, o meno, della scelta di Musk.

Quel che è certo, è che il sogno utopistico di un Twitter completamente “Free speech” potrebbe tramutarsi nel peggiore degli incubi per il proprietario di quella che, ad oggi, è una delle piattaforme di informazione più utilizzate al mondo.