I medici canadesi che rifiutano l’aumento di stipendio metafora di un mondo migliore

di Redazione
9 Marzo 2018

Sta facendo il giro del mondo sulle prime pagine di tutti i giornali la notizia che a Québec (Canada) i medici di famiglia, specialisti, liberi professionisti e studenti di medicina hanno rifiutato gli aumenti salariali che i sindacati di categoria hanno ottenuto questa settimana (la lettera inviata al Ministero della Sanità è firmata da 403 medici, 217 medici di famiglia, 187 medici specialisti, 163 studenti di medicina). Si dichiarano offesi perché vogliono che le risorse dedicate all’aumento dei loro salari siano invece distribuite agli infermieri e alla sanità pubblica per alzare il livello delle prestazioni sanitarie.

Chi non conosce Québecpuò restare sorpreso ma io che l’ho frequentato per quasi 20 anni lo trovo normale. Un paese che funziona, dove tutti pagano le tasse, ha una sanità che funziona. All’Università Laval Institute Universiteire de Cardiologie e Pneumologie de Québec, realizzano 2500 interventi di cardiochirurgia l’anno e 8000 procedure emodinamiche risultando tra i primi cinque ospedali al mondo. La chirurgia toracica era guidata da Jean Deslauriers, uno dei capiscuola mondiali del settore.

La loro morale è pari al loro livello professionale. Nell’Italia dove i meriti diventano una colpa, la cultura un abuso e i contratti salariali rinnovati ogni 15 anni, preoccuparsi della qualità diventa un aspetto secondario. Gli infermieri italiani, che lavorano con professionalità e passione, percepiscono un salario non pronunciabile.

Questa mattina ho scritto a Deslauriers un’mail dicendo di esser orgoglioso di aver lavorato con lui, a maggior ragione ora che tutti i media parlano della loro presa di posizione in merito ai salari. La leggerà al suo risveglio, penserà che è un atto di gentilezza senza coscientemente immaginare che vive e contribuisce a formare un modo migliore.

Giuseppe Giubilei