Le stangate del Governo nel Def e nella manovrina
12 Aprile 2017
Avremo modo di leggere nel dettaglio, quando arriveranno in Parlamento, le carte del Def e della manovrina. Per ora abbiamo solo un Def e una manovrina-fantasma. Né testo né numeri.
Intanto, come Totò e Peppino nella celebre lettera (“fai vedere che abbondiamo…”), il Governo ha di propria iniziativa e assai liberamente aggiunto uno 0,1 alla crescita.
Sul resto, è buio pesto. Tutto è stato approvato “salvo intese”, quindi per qualche giorno non se ne saprà ancora nulla. Non è noto cosa accadrà sulle privatizzazioni, ad esempio.
Il Governo – a parole – ha detto ieri no ad aumenti di tasse. Ma sono solo chiacchiere. Si preparano infatti tre stangate:
*lo split payment, che è una vera e propria tassa sulla liquidità delle imprese, da cui verrà circa 1 miliardo;
*4-500 milioni verranno da altre tasse sui giochi (in questo clima illiberale, i giochi sono “naturaliter” oggetto di periodica stangata fiscale),
*e altri 200 milioni verranno molto probabilmente da quelle che vengono chiamate “rimodulazioni” delle accise sui tabacchi (aumentano le sigarette, così si capisce prima).
E i tagli di spese? Ammesso che ci siano, solo 600 milioni, secondo le ultime voci.
Se fosse così, insomma, nel cocktail della manovrina, 3 parti sarebbero di aumenti di tasse, e solo 1 parte (l’equivalente della scorzetta di limone) sarebbe di tagli di spesa.
Sarebbe la direzione sbagliata. Senza dire la cosa più grave (e di questo siamo già certi, purtroppo): manca la visione, la direzione di marcia, oltre che la dimensione quantitativa, che sarebbero necessarie per una crisi grave e profonda come quella italiana.
Oggi alle 16, con Raffaele Fitto e con tante personalità del mondo economico e produttivo, verrà una nostra risposta. Presenteremo un documento alternativo, e chiederemo ai relatori la loro opinione. A più tardi, per chi vorrà esserci. Con cifre e testi: i nostri.