Quella sindrome da scissionismo che ha contagiato il Parlamento

di Redazione
24 Marzo 2017

Un candido come me non finisce mai di stupirsi per la nostra classica politica. L’unico parlamentare che mostra di prepararsi all’appuntamento con la riforma elettorale è l’Onorevole Pino Pisicchio che proprio in questi giorni ha pubblicato un prezioso e agile libretto: “Come funzionano le leggi elettorali” (Giubilei Regnani editore). Un libro che in meno di cento pagine illustra in termini semplici ed efficaci costi e benefici dei diversi tipi di leggi elettorali possibili, scritto con le mani esperte di un costituzionalista che da sempre si è esercitato sulla materia, tendendo a manifestare una preferenza per il sistema proporzionale e per il voto di preferenza. I lettori, quindi, con due ore di lettura possono trovare una bussola per orientarsi nel labirinto intricato dei sistemi elettorali.

Nel frattempo, invece, in Parlamento gli altri suoi colleghi hanno trovato un altro sistema per prepararsi a quel sistema proporzionale emerso dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale Italicum, che probabilmente tale sarà anche con la possibile nuova legge (quando si decideranno a farla). Dopo l’avvenuto scioglimento del PdL, con le scissioni a sinistra e le divisioni del centro, i gruppi e le sigle in Parlamento sono passati da dieci a venticinque. Montecitorio è ormai una sorta di torre di Babele. Abbiamo tutta una serie di nuovi “brand” ben poco noti e riconoscibili, che probabilmente nessun consulente di marketing riuscirebbe a sostenere e promuovere. Accanto ai brand consolidati di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, nel centrodestra sono nati Conservatore riformista, MAIE, Fare, GAL, ALA, Insieme per l’Italia, Idea, USEI.

Nel centro, accanto al Nuovo Centrodestra e UDC e da Scelta Civica, sono nati Centristi per l’Europa, Civici e innovatori, Centro Democratico, Democrazia Solidale, Italia dei Valori, Autonomie. A sinistra, oltre al PD, c’è MdP, Sinistra Italiana, I Verdi, Possibile, Alternativa Libera. Non so a questo punto se li ho elencati tutti, perché questo può capitare nella torre di Babele, dove si è diffusa la sindrome e il virus dello scissionismo, che è una sorta di malattia infantile che deriva da una cattiva interpretazione del proporzionalismo. Basterebbe che i fini strateghi (che invece sono piccoli tattici spesso figli del nuovo dilettantismo politico all’italiana), che man mano stanno producendo queste scissioni, leggessero il libro di Pisicchio perché capissero che questo per loro è il modo peggiore per prepararsi all’appuntamento con la nuova legge elettorale e con il giudizio degli italiani.

Luigi Tivelli