“Non ci affittano casa perché siamo gay”, non sarà vittimismo?
24 Marzo 2017
«Carini, bella presenza, due tempi indeterminati, ottima referenza. Non basta! Non siete una famiglia!». Inizia così il lungo sfogo pubblicato su Facebook da Salvatore Schinocca che con un altro uomo forma da anni una coppia, e che spiega di essersi visto rifiutare da un’agenzia immobiliare l’affitto di una casa nel centro di Torino a causa della loro omosessualità. «Facciamo la proposta. Diamo le referenze, buste paghe e assegno come da richiesta», racconta il torinese, «qualche giorno di attesa. Che strano… e oggi l’agente con infinito imbarazzo mi dice… la proprietà non vuole. Vuole una famiglia». Un episodio sgradevole avvenuto già qualche mese prima.
«Continuo a pensare che ognuno la propria casa la dà a chi vuole. Ma due volte a distanza di poco lascia grande tristezza addosso», confessa il ragazzo, che aggiunge: «Capita nel 2017, in un paese che ha (finalmente) le unioni civili. Facile dire uguaglianza, ma poi alla messa alla prova chi affitterebbe, chi darebbe fiducia a una coppia gay, a una coppia straniera, a una persona di colore… così come 50 anni fa non si “fittava ai meridionali” come raccontava mio padre. E pensare che volevamo cercare una casa più grande proprio per essere ancora di più famiglia, per ospitare soprattutto parenti, e amici e amiche a cui vogliamo bene come fratelli e sorelle. La discriminazione non è un concetto astratto».
Il post ha ricevuto decine di condivisioni e messaggi di solidarietà, mentre la signora Gigliola Galli prende coraggio e parla senza nascondersi: «Io non voglio discriminare nessuno. E se ho detto no a quelle persone l’ho fatto esercitando il mio diritto di padrone di casa». Per lei, Simone, è poco più che un bambino. Ha l’età più o meno della figlia, e sa che il web moltiplica ed espande ogni parola. E per questo adesso spiega: «Io volevo una famiglia con bambini. Non una coppia. Perché se la coppia si rompe, e magari se ne va quello più forte economicamente, mi ritrovo nei guai. Cioè con inquilini che magari non pagano più. È già accaduto. Non vorrei replicare».
La signora, in pratica, ha detto no «Perché anche dal punto di vista della solidità economica le garanzie che mi hanno dato non le ho giudicate soddisfacenti. Avrò pure il diritto di scegliere, no? Che reato ho fatto per finire sulla graticola in questo modo, e alla mia età?».
Il pericolo che si sbandieri discriminazione in qualsiasi caso è tangibile. E anzi, dietro lo spettro della discriminazione si può rischiare di negare il libero arbitrio di una persona che in alcun modo dovrebbe sentirsi obbligata ad accettare le proposte d’affitto da delle persone che semplicemente non la convincono.