“Vai in cucina!”, ma se l’offesa sessista arriva dal Pd non fa notizia

di Daniele Dell'Orco
6 Novembre 2018

Se le offese sessiste provengono da quello schieramento politico e ideologico che fa del progressismo la propria bandiera e della tolleranza a tutti i costi la propria vocazione di certo non fanno notizia.

Durante una accesa discussione a Palazzo Madama sul dl Sicurezza il senatore Mauro Laus del Pd ha pensato bene di urlare alla senatrice Majorino del MoVimento Cinque Stelle durante il suo intervento il seguente epiteto: “Vai in cucina!”A insorgere per prime sono le senatrici della Lega. “La pochezza dell’epiteto – affermano in una nota – tradisce altrettanta pochezza culturale e stupisce provenga da una parte politica che costantemente si professa vicina alle donne e alla loro condizione. La dialettica istituzionale e parlamentare, seppur dura ed accesa, non può e non deve trascendere ai livelli più infimi e non consoni all’Assemblea ed al mandato conferitoci dai cittadini. Noi senatrici della Lega, esprimendo tutta la nostra solidarietà alla collega, ci auguriamo che vengano presi gli opportuni provvedimenti sanzionatori, che non risarciscono la senatrice della sciocca e puerile offesa, ma che inviino ai cittadini un segnale chiaro ed inequivocabile: la donna merita rispetto e cortesia in Senato come per le nostre strade”.

A parti inverse, certamente, i titoli sconvolti di Repubblica e de l’Espresso si sarebbero moltiplicati, con la Michela Murgia di turno che avrebbe escogitato qualche cruciverba per smascherare il maschilismo intriso in ognuno dei membri del governo e con il fronte femminista che sarebbe riuscito magicamente ad attribuirne la responsabilità morale a Salvini.

Invece, la stereotipizzazione proviene dai banchi del Partito Democratico, e quindi viene messo a tacere, testimoniato solo dal comunicato delle colleghe leghiste che racimola giusto qualche riga in taglio basso su, peraltro pochi, quotidiani.

Dando per scontato che il Pd si guarderà bene dal prendere delle pubbliche posizioni di distacco dal comportamento del proprio senatore, c’è comunque da tenere bene a mente l’ennesimo episodio di doppia morale, da parte di chi si professa faro di luce contro l’ignoranza dilagante e baluardo di tutela dei diritti dei più deboli contro l’oppressione.