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Su Conte, sui curricula e sui grillini vittime del metodo grillino

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Politica, del

Va bene, Giuseppe Conte ha il vizietto, come tutti gli italiani, di abbellire il curriculum giocando sull’equivoco. Va bene, è una caduta di stile che poteva risparmiarsi, specie se si considera quel rigore e quella trasparenza che la squadra di governo scelta dal Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto incarnare. E vanno bene pure i dubbi sulla formula che lo (a questo punto) avrebbe portato ad essere Presidente del Consiglio di un governo gialloverde che non piace quasi a nessuno, ma sul serio ancora c’è qualcuno che dà importanza ai curricula?

Basterebbe chiedere a qualsiasi datore di lavoro o responsabile delle risorse umane quale credibilità possa avere un curriculum al giorno d’oggi per farsi due risate. Il che, si badi bene, si deve anche proprio al fatto che nella stragrande maggioranza dei casi sono carta straccia. Un po’ perché per “gonfiarli” basta aggiungere qualche Master nell’Università della Papuasia di cui nessuno può dimostrare l’esistenza. E un po’ perché, dal punto di vista delle reali attitudini, nulla di tutto ciò aggiunge qualcosa alle competenze. Quelle sì, reali. Ma che emergono solo dopo l’assunzione “al buio”. Proprio come con i tecnici piazzati alla Presidenza del Consiglio: all’inizio sono tutti capoccioni, poi però quando si parla di riforme si trasformano in brutti anatroccoli.

Dunque, le riserve sulla figura di Conte sono più che condivisibili, ma il gioco al massacro no. Ed è, bisogna sottolinearlo, una prassi consolidata da anni dall’attività giornalistica del Marco Travaglio di turno, il deus ex machina di ogni grillino che si rispetti, l’inventore della scansione a raggi X del presente (e soprattutto del passato) di chiunque in nome della totale trasparenza. I grillini allora, dopo anni di battaglie contro tutti perché tutti ladri, tutti corrotti, tutti massoni e tutti pregiudicati, si ritrovano a dover fare i conti con la realtà dei fatti: e cioè che nessuno sarà mai lindo e pinto. C’è differenza tra un pregiudicato e uno che tarocca il Cv? Ovviamente. Ma il messaggio che passa è identico, ossia di qualcuno che nasconde qualcosa, qualcosa di ininfluente politicamente ma sufficiente a minare la sua credibilità politica.

Detto ciò, andando a spulciare i curricula di chiunque venga proposto come potenziale Premier, si troverebbero probabilmente tante magagne quante sono quelle che popolano il Cv di Conte. Per non parlare di quello che, nei curricula, non c’è. Sembra allora che si sia finalmente riusciti a trovare la reale funzione dei curricula, inutili per trovare lavoro, fondamentali per perderlo, prima ancora di ottenerlo.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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