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Sicilia, un laboratorio politico nazionale in vista delle prossime elezioni

Fabio S. P. Iacono di Fabio S. P. Iacono, in Politica, del

Manca poco più di un mese al voto in Sicilia. Ad eccezione di Forza Italia i rappresentanti regionali del Partito Popolare Europeo si sono particolarmente distinti, nelle ultime legislature, in una scadente applicazione del peggiore bifrontismo di giolittiana memoria novecentesca, portando alla Presidenza il penultimo mezzo disastro targato Raffaele Lombardo e l’ultimo ed attuale disastro quasi totale firmato da Rosario Crocetta. Cinque anni fa il centrodestra, o meglio quel che rimaneva dei superbi vincitori per sessantuno a zero, con eminenti emissari, andarono sulle campagne etnee per chiedere ad uno dei figli politici e culturali di Giorgio Almirante, Nello Musumeci, di fare da argine alla allegra macchina da guerra gramsciana capitanata da Rosario Crocetta. L’intuizione era giusta, infatti per poco … per un “Miccichè” la vittoria stava per sorridere al veterano ma ancora attuale ed energico, oggi da poco ex Presidente dell’Anti mafia siciliana. “To be or not to be. That is the question”. Ancora oggi si ripropone la domanda amletica alle urne: Chi dovrà governare la “Madre d’Italia”, quell’idea lanciata in epoca medievale da Federico II di Svevia. Il Cavaliere Silvio Berlusconi sembra aver ritrovato le energie di venti anni addietro quando chiuse l’ombrello craxiano sotto il quale era cresciuto e si era riparato imprenditorialmente, per divenire paladino di quella “Rivoluzione liberale ed in parte conservatrice” che solo lui allora poteva guidare nell’incipit della “Seconda Repubblica”. Oggi la maggiore isola mediterranea necessita di quell’equilibrio tra razionalità e creatività che Nello Musumeci le potrebbe garantire assieme al suo vice, il costituzionalista Gaetano Armao, presentato come autonomista illuminato, una sorta di anti Raffaele Lombardo.

La “Terza Repubblica” potrebbe partire sostanzialmente con Nello Musumeci in Sicilia, tradizionale laboratorio politico italiano, ma formalmente e non ancora sostanzialmente partita con il governo nazionale Gentiloni, quarto segmento dei tre precedenti: Monti-Letta-Renzi a servizio a tempo pieno della burocrazia e dell’alta finanza europea, attualmente in carica. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno formalizzato sin dalla prima ora il pieno appoggio all’ex Presidente della Provincia Regionale di Catania, ex parlamentare europeo ed oggi deputato d’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana sita tra i Palazzi d’Orléans e dei Normanni. Lo stop ad Area Popolare di Angelino Alfano è stato dato dallo stesso Silvio Berlusconi: va bene l’intesa locale, come in Lombardia e in Liguria, ma tutt’altra storia è quella nazionale. “Non c’è posto per chi sta al governo ed è alleato di Renzi”. D’altro canto il leader azzurro, forse su richiamo parlamentare europeo dei vertici del suo gruppo, ha però aiutato Alfano in merito alla recente formulazione della legge elettorale nazionale, dandogli un’ultima chance d’esistenza. Berlusconi è ripartito dal sistema tedesco che prevede uno sbarramento del 5%, approdando alle solite ambiguità un altro pasticcio all’italiana. Se prevarranno i falchi del Partito Popolare Europeo l’On. Nello Musumeci potrebbe portare la sua energia ancora integra e la sua preziosa esperienza di buon governo all’interno di una regione come la Sicilia che necessita di uscire immediatamente da paludi e da ambiguità, da compromessi e visioni a corto raggio per, finalmente, cercare di programmare il suo ben-essere a medio e lungo termine. Come sosteneva Camillo Benso Conte di Cavour, primo Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia nel 1861, “… quando i siciliani vorranno la Sicilia diverrà non solo il giardino d’Italia ma dell’intera Europa”.

Infatti, a nostro vedere, la maggiore isola europea e mediterranea immersa in un “mare di luce” può essere politicamente equiparata ed accordabile solo in parte con la Liguria del Governatore Toti, con la Lombardia del Governatore Maroni o il Veneto del Governatore Zaia. Pierferdinando Casini, che in Sicilia ha come punto di riferimento Giampiero D’Alia, punta sul Rettore dell’Ateneo del capoluogo siciliano Micari candidato Presidente, con il centrodestra infatti i rapporti si sono guastati irrimediabilmente da tempo, e probabilmente, è un bene che sia così. Il 7-8% di Alfano, non dovrebbe fare la differenza, è infatti da condividere con D’Alia. L’ex presidente della Camera, in un’intervista sul Corriere della Sera ha criticato Angelino Alfano. “Dopo aver collaborato per quattro anni e mezzo con tre governi di centrosinistra, sarebbe incomprensibile per gli elettori un ritorno a destra, sarebbe la fine della politica”, Alfano non ha infatti ignorato l’intervista. Pur apprezzando solo il genere “horror” simbolista nel cinema e nella letteratura, 1%, pensiamo che la politica in Sicilia ha infatti oramai trasformato in zombie clientelari, economici e sociali (vedere la scena del super mercato nella oggi datata pellicola di Romero) la massa dei siciliani. Da zombie e da sonnambuli risvegliarli in qualità di persone in linea con il grande bagaglio storico e culturale europeo isolano, questo l’arduo compito del Prossimo Presidente e del prossimo Governo della Regione Sicilia.

Siamo dunque di fronte ad una vera e propria anteprima da autentico laboratorio politico e culturale nazionale, è inutile negarlo l’analogia si può ampliare a tutta l’Italia: Autunno 2017 a Palermo. Primavera 2018 a Roma, la Sicilia infatti non è altro che un’Italia al cubo, nei pregi e nei difetti. Il presente ed il futuro politico e culturale dell’isola non potrebbe tollerare oltre uomini per tutte le stagioni. Il prossimo Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana potrebbe essere Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle, rappresentante dell’EFDD (Europa della Libertà e della Democrazia Diretta) euroscettico e caratterizzato, dall’invalso uso odierno, da una sorta di populismo di destra con accessorio istituto della democrazia diretta, oppure Nello Musumeci paladino di un equilibrato euroscetticismo, illuminato conservatore nazionale, di una destra non estrema ma intransigente. Tutte le altre forze politiche e culturali isolane e nazionali: Art.1-MDP con Claudio Fava e Partito Democratico-AP con Micari, dovrebbero essere fuori dalla partita.

Fabio S. P. Iacono

Fabio S. P. Iacono

Giornalista e scrittore di origini bizantine, franche e normanne. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il sole dietro il sipario” (Sovigliana Vinci 1990), in seguito non riconosciuta; “Nostalgia iperborea” (Melegnano 1999); “Antologia uranica” (Modica 2003); “L’occhio siderale 2003-2004” (Modica 2005); “L’occhio siderale 2005-2008” (Modica 2009); “L’Occidente tra dissoluzione e disgregazione. Quale ricomposizione etica, politica ed economica?” (Accademia Nazionale della Politica Ragusa 2012); “L’occhio siderale 2009-2014” (Fondazione Grimaldi Modica 2014); “Il cigno reale” (Sulmona 2017).


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