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Se per il Presidente del Senato lo ius soli serve a sedare violenze

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Politica, del

Sebbene la Verità con la V maiuscola sia sempre una e una sola, può essere tuttavia manipolata e distorta in mille modi. Non per forza in base a qualcosa di falso, ma anche semplicemente in base a delle sensibilità differenti. Porre l’accento con più vigore su un aspetto piuttosto che su un altro dello stesso fatto, è già di per sé un modo soggettivo di vivere la stessa Verità. In politica, quando non si passa direttamente alle menzogne, ci si ritrova spesso in questo limbo di mezze verità. L’ultima è quella messa in piedi dal Presidente del Senato Piero Grasso, che entra a gamba tesa nel dibattito sullo ius soli, il ddl che regala la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia. “Offrire a chi nasce, studia e cresce in Italia la possibilità di sentirsi pienamente parte della nostra comunità nazionale serve a rendere il nostro Paese più forte e sicuro – arriva a dire il presidente del Senato – chi è escluso dalla vita comune, chi non esercita i diritti e i doveri di cittadinanza, chi è rinchiuso nelle periferie esistenziali delle nostre città è più debole, e quindi più vulnerabile al radicalismo ideologico e all’illegalità”. Parole, quelle pronunciate durante la cerimonia del Ventaglio a Palazzo Madama, che hanno infastidito – non poco – il centrodestra che è completamente contrario allo ius soli. 

Posto che sia Grasso che Laura Boldrini, altra accesa sostenitrice dello ius soli, non dovrebbero certo dettare l’agenda politica ai politici italiani in virtù dei loro ruoli di garanzia e terzietà, l’intervento della seconda carica dello Stato non solo è tutt’altro che super partes, ma è pure paradossale. Per tornare all’incipit: se all’inizio delle ondate migratorie incontrollate degli ultimi anni i buonisti de noantri cercavano ogni ragionevole motivo per giustificare episodi di violenza come “casi sporadici”, ora la Verità viene completamente sovvertita. Sarebbe la mancata approvazione dello ius soli, secondo Grasso, il motivo scatenante di “rabbia e risentimento” da parte degli immigrati che vivono nel Belpaese. “Integrare, riconoscere diritti, doveri e opportunità significa fare sicurezza – ha detto Grasso durante la Cerimonia del Ventaglio – credo anche che sia in linea con la nostra tradizione democratica, con i principi della nostra Costituzione e, per chi ha fede, anche con i valori cristiani. Per tutte queste ragioni auspico che l’augurio, da più parti condiviso, possa tradursi nell’approvazione di questa legge”.

In pratica, non solo i vari Kabobo, Mamoud Diallo e compagnia vengono accolti in Italia e ci ripagano accoltellando persone innocenti, ma per evitare che lo facciano ancora dovremmo pure regalare la cittadinanza ai loro figli. Un concetto che riporta alla mente non tanto quello associato al significato del termine accoglienza, quanto del termine ricatto.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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