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Monti, Letta, Renzi e Gentiloni: poker di picche contro l’Italia

Fabio S. P. Iacono di Fabio S. P. Iacono, in Politica, del

Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Dopo quasi sette anni di astrazioni sperimentali non artistiche ma purtroppo politiche effettuate da neocomunisti, cattocomunisti, socialisti, socialdemocratici, popolari che guardano a sinistra e pseudo liberali, rappresentanti de “il migliore dei mondi possibile”, ed in prossimità della tornata elettorale a respiro non solo locale e regionale ma nazionale del quattro marzo, registriamo la quasi riuscita desertificazione culturale, antropologica, economica e sociale della patria di Virgilio e Ovidio, de “La Scuola Poetica Siciliana”, di Dante Alighieri, Ariosto, Tasso, Marino, Vico, Alfieri, Foscolo, Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti e Marinetti, Croce, Gentile. Abbattuto l’argine di quel che restava della sovranità nazionale, nel 2011 dilagarono in Italia forze telluriche per chi non è interno ad una forma religiosa, demoniache invece per chi lo è. Usando il diversivo “eversivo” della guerra libica lanciata da Sarkozy e dal poi pentito Tony Blair, e complici in Italia di tradimento identitario e sovranista Napolitano e Mario Monti, con approvazione della cancelliera della Germania “dell’est”, Angela Merkel, e dell’alta finanza del vecchio continente con la sua onerosa burocrazia in aliquote tra Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo e Francoforte, si è concretizzata nella più recente storia contemporanea anche la firma di Roma di poco più di sessanta addietro in maniera disastrosa, forzosa, teorica ed a tavolino.

In realtà è stato ripreso il nefasto progetto lanciato da Romano Prodi, già leader del cosiddetto “Polo Democratico-Ulivo” già boiardo di Stato beneficiato dal vecchio regime con due presidenze dell’Iri dove non si è ancora capito bene cosa abbia fatto. Democristiano di sinistra, la specie politicamente più ambigua ed equivoca dell’arco costituzionale, gli anglosassoni direbbero “borderline”, non a caso di recente politicamente riesumato da Giuliano Pisapia, e da Lamberto Dini, premier di quel che fu nel secolo scorso il governo dei “tecnici”, coinvolto in qualità di Direttore Generale della Banca d’Italia nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi per mancata vigilanza. Con il supporto indiretto all’epoca di uno dei maestri del giornalismo italiano Eugenio Scalfari, Direttore di Repubblica, il quale ha frequentato tutti gli ambienti del Potere, fascista (quando il fascismo era naturalmente al potere), liberale, radicale, socialista, comunista, democristiano demitiano e diessino. Ancora oggi sempre pronto a dare lezioni di moralismo, coerenza e di consapevole responsabilità. Tornando all’incipit del 2018 questi dovrebbero essere i dati quantitativi delle intenzioni di voto sul piano del funzionamento della democrazia italiana con particolare osservanza alle forze liberali, liberiste, conservatrici e nazionaliste.

Sale il Centrodestra dove l’unico neo sembra essere il leggero calo della Lega Nord. Ma entriamo nel dettaglio. Sondaggi Elettorali Bidimedia – Berlusconi guida la terza forza politica del Paese e continua ad allungare sull’alleato Salvini. Forza Italia raccoglie il 16,1% dei consensi, in rialzo dello 0,3% rispetto a poco prima di Natale, la Lega perde 4 decimi e scende al 12,9%. Fratelli d’Italia guadagna lo 0,7% e si attesta al 4,7%, che resta tuttavia, un dato inferiore a quello stimato da molti altri sondaggisti. La quarta “gamba” del Centrodestra, Noi con l’Italia, è indicata al 2,5% in rialzo dello 0,4%. Ma ci sono alche altre liste minori: Italia agli Italiani 0,2%, Casa Pound 0,6%, Il Popolo della Famiglia 0,2%, ma sono tre partiti di Destra che corrono da soli. Sondaggi Elettorali Ipsos – Forza Italia perde lo 0,2% e scende al 16,5%, mentre ancora in flessione la Lega Nord, al 13,8%, che cede mezzo punto. In calo anche Fratelli d’Italia (-0.3%) che scende al 4,7%, Noi con l’Italia 0,9% per chiudere la coalizione del Centrodestra al 35,9%. Per Demopolis ed Index Forza Italia al 15.3%, Lega al 14%, Fratelli d’Italia al 5%. Altre liste di centrodestra all’1.9%. L’affluenza è stimata al 61%. Grande peso, in virtù della nuova legge elettorale, alle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018 avranno le coalizioni: quella di centrodestra è stimata attualmente al 36.2%. Nessuno degli schieramenti in campo, comunque, ad oggi riuscirebbe ad ottenere la maggioranza assoluta di 316 seggi alla Camera. Per quanto riguarda la fiducia nei leader politici, nel sondaggio politico Ixè, Salvini ottiene il 26%, Berlusconi e Giorgia Meloni si attestano intorno al 25%. Il prossimo quattro marzo il Primo Ministro e Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia dovrebbe essere o Matteo Salvini, leader della Lega (Coalizione di Centro-Destra) o Luigi Di Maio, esponente del Movimento Cinque Stelle.

Il cavaliere Silvio Berlusconi, per raggiunti “limiti d’età”, pur energico, pur indispensabile ancora oggi per la vittoria, non dovrebbe formare il prossimo Governo su incarico del Presidente della Repubblica Mattarella, del resto anche Helmut Kohl, Margaret Thatcher e Jacques Chirac ad esempio non hanno avuto il dono dell’eternità politica ed esistenziale.

Fabio S. P. Iacono

Fabio S. P. Iacono

Giornalista e scrittore di origini bizantine, franche e normanne. Ha pubblicato le seguenti opere: "Il sole dietro il sipario" (Sovigliana Vinci 1990), in seguito non riconosciuta; "Nostalgia iperborea" (Melegnano 1999); "Antologia uranica" (Modica 2003); "L'occhio siderale 2003-2004" (Modica 2005); "L'occhio siderale 2005-2008" (Modica 2009); "L'Occidente tra dissoluzione e disgregazione. Quale ricomposizione etica, politica ed economica?" (Accademia Nazionale della Politica Ragusa 2012); "L'occhio siderale 2009-2014" (Fondazione Grimaldi Modica 2014); "Il cigno reale" (Sulmona 2017). E' stato corrispondente per Teleiblea, ha scritto per Il Conservatore.com e scrive anche per Destra.it.

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