• 13/05 @ 20:59, RT @SimoCosimelli: Nazione Futura, conservatori in un' Italia immobile - https://t.co/FBm8RTcolV @Affaritaliani @nazione_futura @francesco…
  • 12/05 @ 12:27, RT @francescogiub: Nazione Futura, conservatori in un'Italia immobile - Affaritaliani.it https://t.co/3cc0pknH9c
  • 29/03 @ 07:30, RT @francescogiub: Oggi a #Milano secondo convegno di #naziofutura @BrunettiEdo @vincesofo @CristianoPuglis @RobGaglia @lorenzdebe @Campari…
  • 24/03 @ 13:27, RT @FabioSPIacono: @Conservatoreit: La pericolosa radicalizzazione della Turchia di Erdogan @UnionMonarchica @Cons_Riform_CoR @FratellidIta…
  • 24/03 @ 13:27, RT @CeMachiavelli: @Conservatoreit intervista @DanieleScalea su mission Machiavelli e futuro #centrodestra e #sovranismo https://t.co/FQ9qc
  • 28/02 @ 20:18, RT @secolotrentino: Giovedì 2 marzo i giovani si interrogheranno sul futuro del centrodestra https://t.co/PqVbesnES0 https://t.co/KflHdPTlm8

L’ennesimo sofismo politico che dà vita alla nuova legge elettorale

Pierfrancesco Malu di Pierfrancesco Malu, in Politica, del

Il Paese del “sofismo politico” per eccellenza, quello che fu banco di prova per Cesare Borgia e per molte delle figure politiche che nel tempo gli sono seguite, pur non ispirandosi direttamente alle gesta del Valentino, ha recentemente partorito (attraverso l’ingegnosa opera del Parlamento) l’ennesima legge (ben inteso ancora lungi da esser tale essendo stata solo depositata in Commissione) elettorale: il Rosatellum-bis, o 2.0 a seconda del nome che troviamo più affascinante. Ebbene, la fantasia con cui ci siamo abituati a chiamare le legge elettorali che si sono succedute negli ultimi ventiquattro anni, a cominciare dall’ormai mitico “mattarellum”, non è certo inferiore a quella usata nel lavoro di ingegneria politica necessario a crearle. Per i giovani studenti di scienze politiche al primo anno che studiavano i sistemi elettorali, riuscire a capire appieno il funzionamento della legge Mattarella e del tanto temuto e misterioso “scorporo” equivaleva a percorrere e superare un cammino iniziatico: capita quella non esisteva metodo D’Hont o sistema dei resti che tenesse. In realtà, pur nella sua meccanica arzigogolata e nonostante le diverse licenze alle scappatoie, era una legge elettorale che funzionava benissimo, pur in presenza di un numero di partiti non certo inferiore a quello di oggi. Il mattarellum, infatti, è stato sempre in grado di creare maggioranze chiare a favore della governabilità e ha dato la vittoria sia a centro-destra sia a centro-sinistra ed anzi, proprio la prima area politica, è stata quella che più ha vinto con quel sistema, salvo poi cambiarlo in favore dell’altrettanto noto porcellum, in virtù di una forte discrepanza di voti tra parte maggioritaria e parte proporzionale, che però ne decretò la sconfitta (pur se di misura e probabilmente tale proprio grazie a questa legge).

Lasciando perdere la storia e venendo ai giorni nostri, la proposta di legge appena depositata per un nuovo sistema elettorale si ispira al mattarellum nella misura in cui lo ribalta e quindi ne capovolge tendenzialmente anche l’apporto equilibratore realizzato attraverso una così complicata formula. In luogo quindi di una netta prevalenza di un maggioritario secco sul modello del first past the post britannico, troviamo la preponderanza di un paludoso proporzionale che certamente non agevola la creazione di nette maggioranze parlamentari e, quindi, di un Governo in grado di fare il proprio mestiere. Stando alle recenti simulazioni di YouTrend e Agi, infatti, anche con questa legge non sarebbe possibile (nonostante la possibilità di coalizioni) creare una maggioranza chiara e coesa senza ricorrere a successivi ed ingarbugliati accordi post elettorali per ora ancora del tutto imperscrutabili. Ed ecco, quindi, che torna il sofismo prima citato, che non danneggia i Cinquestelle (e perchè non il PD?, visto che la loro attuale quota di elettori è praticamente identica), ma che impedisce al Paese di avere subito un Governo certo, stabile e capace, per i successivi cinque anni, di attuare una politica coerentemente, al riparo dai continui scossoni delle parti politiche che lo reggono in piedi. Volendo dare il beneficio del dubbio ai fautori di un sistema proporzionale, si potrebbe dire che la loro è (ancora una volta) una visione miope e ristretta, tanto che non arriva a vedere nemmeno una prospettiva di breve periodo. Se poi, invece, volessimo pensar male, potremmo di converso affermare che il sostenitore del proporzionale continua instancabilmente a perorare unicamente i suoi singoli interessi, di brevissimo periodo, con la speranza di poter contare ancora per un pò e condizionare tutto il Paese e la politica italiana, direttamente o indirettamente, per i prossimi cinque anni. Nel frattempo, le necessarie politiche potrebbero non essere adottate, bloccate in chissà quale cassetto in Commissione o da chissà quale emendamento d’Aula, o ritardate e depotenziate nel tempo come l’annuale legge sulla concorrenza approvata però con una cadenza (quantomeno) biennale.

Il ritorno al proporzionale, e per fortuna non anche alle preferenze, è l’ennesima prova che viviamo in una democrazia non ancora del tutto matura e risolta, incapace di appianare le divergenze politiche tra i vari attori che invece sono sempre più dediti alla logica del non vincere purchè non si perda, di modo che tutti possano ancora contare ma, soprattutto, condizionare gli altri essendone però a loro volta condizionati, innestando un circolo vizioso e assuefacente da cui è sempre più difficile uscire. Che la maggioranza, anche se relativa, governi sulla minoranza non è un abominio o un ossimoro democratico, bensì la prima regola della democrazia stessa, in un sistema però in cui le norme sono accettate e la legalità rispettata da tutti. In un Paese, come il nostro, in cui nessun partito o coalizione si posiziona nemmeno lontanamente dal rappresentare la maggioranza degli elettori (più spesso per rivalità che per diversità ideologiche tangibili), una legge elettorale (soprattutto di impronta maggioritaria o con premio) in grado di creare una certa e solida maggioranza parlamentare sarebbe necessaria e di buon senso e farebbe per noi la differenza che avrebbe fatto per i dinosauri l’asteroide se non avesse mai colpito la terra.

Pierfrancesco Malu

Pierfrancesco Malu

Nato a Roma, laureato in politiche e relazioni internazionali all'università di Pisa, si è poi specializzato in politiche pubbliche e relazioni parlamentari alla Luiss School of Government. Consulente legislativo in vari settori per agenzie e imprese private, ghost writer e appassionato di calcio e cinema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2017, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy