Le affermazioni di Recalcati nemiche della psicoanalisi

di Nausica Cangini
29 Novembre 2019

“La psicoanalisi è un’opportunità, un’opportunità di ripartire”, avrei piacere di apprendere dal Dottor Recalcati, grande studioso di Jaques Lacan, in che modo, attraverso la sua intervista a Radio Capital, ha immaginato che la psicanalisi potesse essere un’opportunità. Al di là delle opinioni politiche mi soffermerei sulla funzione sociale che la psicologia, declinata in psicoanalisi o psicoterapia, debba avere. Lo psicologo dovrebbe avere una funzione di aiuto, non solo del singolo ma anche della più ampia collettività, promuovendo interventi finalizzati alla promozione del benessere e della salute sia individuale che sociale.

Nelle parole di Recalcati non ritrovo nessuno di questi principi. Possiamo discutere dei processi che permettono la costruzione del consenso politico; possiamo confrontarci su come il linguaggio tutto, da parte di ogni area politica, influisca sul tipo di società che stiamo creando; possiamo ragionare su come il cosiddetto framing narrativo, inteso come retorica espressa e resa concreta da metafore, incoraggi determinate percezioni e interpretazioni, ma definire chi possiede un’idea diversa come qualcuno che oscilla in un’identità deviante, non solo mi trova in disaccordo, ma offende a mio giudizio i principi della professione. Volenti o nolenti la politica, con i suoi nodi problematici “tocca” tutti e tutti “toccano” la politica, il nostro scopo dovrebbe essere quello di rendere la società consapevole delle numerose opportunità che la partecipazione attiva alla vita della comunità può offrire.

È necessario caratterizzare il nostro lavoro in senso fortemente etico: etica e politica sono dimensioni assolutamente inscindibili. Risulta chiara l’esigenza dei cittadini di sentirsi parte di un insieme. Da qui il nostro impegno teso a promuovere la cultura della partecipazione, cominciando a creare i presupposti perché i giovani, e i cittadini tutti, abbiano la possibilità di avere un pensiero libero e possano agire come soggetti attivi. So che il progetto risulta ambizioso ma si può partire da lontano ed io mi aspetto che ogni collega sia un facilitatore di sviluppo, di crescita ed di etica morale. Amo le discussioni, amo dibattere e non mi aspetto che tutti siano d’accordo con me, ma utilizzando le parole di Margaret Thatcher “io sono in politica a causa del conflitto tra il bene e il male, e credo che alla fine il bene debba prevalere”. Il bene è fatto di confronto, educazione e rispetto; nell’intervista ascoltata non ho trovato nulla di tutto questo, ma solo pregiudizio. Chi svolge una professione come la nostra dovrebbe elevarsi al di sopra esso.

Dott.ssa Nausica Cangini

Psicologa – Specialista in Neuropsicologia Clinica

Responsabile temi sociali Nazione Futura