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La fine dei miracolati a 5 stelle: i sindaci del Movimento non hanno mai avuto voti

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Politica, del

È la politica del “miracolo”, dell’improvvisazione, di chi gioca a fare il politico senza averne mezzi e capacità. Il Movimento 5 Stelle esce ridimensionato dalle elezioni amministrative a causa di due fattori decisivi: le lotte interne tra, appunto, “miracolati”, e soprattutto una seconda amara verità. Sul territorio, cioè, i grillini non hanno mai avuto mezzo voto. È inutile girarci intorno. Già, perché l’exploit alle politiche del 2013, con il M5S primo partito alla Camera con il 25,55%, ha creato dei mostri. Non solo deputati e senatori palesemente inadeguati, ma pure presunti capi bastione che però si sono ritrovati sugli scranni del Parlamento grazie ai voti di protesta, e quindi di lista, dei cittadini. Non certo per via della credibilità personale.

Così, se la filiera della carriera politica è sempre stata partire dal proprio territorio, riscuotere consensi, avere uno zoccolo duro su cui poter contare e poi, solo poi, tentare la scalata tra i grandi, molti grillini si sono ritrovati catapultati in un mondo che non è mai stato il loro, con i propri concittadini spesso ignari persino di chi fossero questi astri nascenti. Mai incontrati al bar, mai visti fare attività nelle sezioni, mai votati in qualsiasi tornata amministrativa. Il cortocircuito è palese: come può un deputato o un senatore “senza voti” presentarsi a sostegno di un candidato sindaco del proprio territorio? Persino Matteo Renzi è infine arrivato al punto: “Alle amministrative conta la persona, non il partito”. E le persone, quelli a 5 stelle, non ce le hanno semplicemente perché una casalinga che finisce in Parlamento con appena una trentina di voti sarà pure un segnale di speranza, ma quando andrà a fare campagna elettorale sul territorio sarà pur sempre una perfetta sconosciuta.

Nel 2012 il Movimento 5 Stelle, poi aveva conquistato un solo capoluogo di provincia: Parma, con Federico Pizzarotti, poi fuoriuscito eccellente dal Movimento per i contrasti con Beppe Grillo. Ora Pizzarotti, da indipendente e forte dei risultati ottenuti in questi anni da sindaco, si attesta al 35%. Paolo Scarpa (centrosinistra) è poco sopra il 32%, Laura Cavandoli (centrodestra) al 19% e il grillino Daniele Ghirarduzzi 3%. E pure nelle altre “roccaforti” i grillini sono riusciti nell’harakiri. A Genova, città simbolo per Beppe Grillo, la lotta fratricida tra Cassimatis e Pirondini favorisce Pd e Forza Italia. A Palermo il sindaco uscente Leoluca Orlando vince al primo turno col 42%. Il candidato di centrodestra, Fabrizio Ferrandelli, si ferma al 35%. Anche nel capoluogo siciliano, i Cinque Stelle si presentano divisi tra quelli vicini all’ex M5S, Riccardo Nuti, e il candidato pentastellato Ugo Forello.

Se proprio si volesse trovare anche un’altra “scusa” si potrebbe dire che l’affluenza in calo (alle 23 di ieri si attestava sopra il 61% contro il 68% delle omologhe del 2012) possa aver contribuito alla debacle a 5 Stelle. Ma la realtà è una e una soltanto: in politica, come nella vita, i miracoli accadono, ma non certo tutti i giorni. E i miracolati, prima o poi, vengono fuori.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria nel medesimo ateneo. Caporedattore del sito Ciaocinema.it dal 2011 al 2013 e direttore editoriale prima del sito letterario Scrivendovolo.com, poi di Cultora.it, carica che attualmente ricopre. Da febbraio 2015 è collaboratore del quotidiano Libero, oltre a scrivere per diversi giornali e siti internet come La Voce di Romagna e Sporteconomy.it. Ha scritto il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), realizzato in collaborazione con MariaGiovanna Luini e Francesco Giubilei. Assieme a quest’ultimo, per Giubilei Regnani Editore, ha scritto il pamphlet “La rinascita della cultura”. Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.


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