Il colpo di grazia all’utopia di Macron

di Daniele Dell'Orco
12 Dicembre 2018

Il mese da incubo transalpino si chiude nel peggiore dei modi. Quello, peraltro, divenuto ormai parecchio comune. La sparatoria al mercatino di Natale di Strasburgo (3 morti e 12 feriti di cui 7 gravi) è l’ultima delle follie messe in atto dal terrorismo integralista islamico su territorio francese. È però una delle più gravi per via della carica simbolica. I lupi solitari dell’Isis sparsi in tutta Europa, si sa, non sono mai dormienti per davvero. Anzi, si muovono su quella sottile linea che separa la luce dall’oscurità. Sono una miccia pronta ad accendersi nel momento opportuno. Quello, di norma, in cui il messaggio del terrore è più probabile che arrivi forte e chiaro. I mercatini di Natale sono un boccone ghiotto, e i precedenti infatti sono numerosi. Ma nella Francia di Macron stavolta l’attentato si pone all’interno di un contesto sociale già parecchio turbolento. E non per colpa del radicalismo islamico.

I colpi esplosi da Cherif Chekatt sulla folla di Strasburgo hanno ucciso 3 persone innocenti, ma hanno colpito al cuore l’utopia di Macron. Il piccolo napoleone che avrebbe dovuto portare una ventata d’aria fresca sulla politica francese ed europea è finito in pochi giorni preda delle più basilari criticità che avevano già messo in ginocchio i precedenti governi (Hollande su tutti). E il popolo francese aveva voluto lui all’Eliseo per invertire decisamente la rotta.

Invece, Macron si ritrova con dei morti sotto Natale per mano di un soggetto già ben noto alle forze dell’ordine (aveva subito 20 condanne per reati comuni) e che in galera nel 2016 era stato segnalato dall’antiterrorismo francese e indicato come “fiché S” per violenze e proselitismo religioso. Qualcosa nell’organizzazione dell’antiterrorismo non ha funzionato granché, insomma. In più, l’attacco arriva al culmine della rivolta dei gilet gialli, che aveva posto Macron nella scomoda condizione di dover porre freno a un dissenso interno diventato dilagante. A tutto questo si aggiunga il fattore “Europa”. Uno dei paesi che maggiormente fa da padrone l’Unione Europea subisce un attentato a poche decine di metri dalla sede del Parlamento Europeo proprio all’indomani della decisione di aumentare il deficit al 3% per soddisfare le richieste dei gilet gialli. 

La Francia, insomma, si riscopre insicura, economicamente instabile e sull’orlo della guerra civile. Il sogno di Macron è diventato il peggiore degli incubi.