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Giulia Bongiorno, il possibile primo Premier “rosa” nella storia d’Italia

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Politica, del

Rappresenta l’emblema del progetto di sdoganamento leghista, un movimento che dopo aver tolto la dicitura “Nord” dal simbolo si è affidato a personalità politiche che conoscono a memoria l’intero palcoscenico istituzionale italiano. Nata a Palermo, Giulia Bongiorno è avvocato e politico. Si è laureata nel 1989 in giurisprudenza all’Università di Palermo e nel 1992 diventa procuratore legale nel distretto di Palermo ed entra nello studio dell’avvocato penalista Gioacchino Sbacchi.

Celebre per aver difeso Giulio Andreotti nel processo per mafia a soli 27 anni insieme a Franco Coppi e Gioacchino Sbacchi dal 1993 al 2004, inizia a difendere molti personaggi noti nell’ambito di complessi procedimenti penali di carattere tributario; tra gli altri, Gianna Nannini, Ezio Greggio, Tiziano Ferro e l’allenatore di basket Simone Pianigiani. Ancor più d’impatto il patrocinio del 2008 dell’allora studente universitario Raffaele Sollecito, uno degli indagati per l’omicidio di Meredith Kercher, noto come delitto di Perugia dove l’imputato è stato assolto in Cassazione il 27 marzo 2015. E sappiamo bene quanto l’ascendente della cronaca nera sia forte tra l’opinione pubblica del Paese.

I ruoli “scomodi” da allora non sono più mancati. È stata nominata da Niccolò Ghedini – storico avvocato di Silvio Berlusconi – proprio difensore nel processo Ruby-ter, ottenendo l’archiviazione del procedimento. Nel 2010, ha assunto la difesa in appello dei manager Google, dopo che il Tribunale di Milano li aveva condannati ritenendoli responsabili del reato di illecito trattamento dei dati personali e, in particolare, per aver permesso che un video diffamatorio – le cui immagini ritraevano un giovane disabile vessato e schernito dai suoi compagni di classe – fosse caricato sulla piattaforma Google Video. I tre manager sono stati assolti dalla Prima Sezione della Corte di Appello di Milano perché il fatto non sussiste.

Nel 2006 viene eletta alla Camera con Alleanza Nazionale, dove diventa membro della Commissione Giustizia e del Consiglio di Giurisdizione. Il “passaggio” al Popolo della Libertà non la esclude dai giochi, dacché nel 2008 viene riconfermata a Montecitorio. Alle elezioni regionali nel Lazio del 2013 si candida alla carica di presidente, venendo sostenuta dalla lista Bongiorno presidente (che federava al proprio interno UDC e FLI). Ottiene il 4,73% dei voti, validi per ottenere due seggi nel Consiglio regionale, ma non la sua elezione.

Bongiorno è anche molto attiva nella difesa delle donne con la Fondazione Doppia Difesa Onlus nata nel 2007 dalla volontà dell’avvocato e della showgirl Michelle Hunziker. La Fondazione svolge la sua attività sia sul piano psicologico sia su quello giuridico, sensibilizzando sul tema, in un’ottica di prevenzione, che vede la diffusione di valori quali il rispetto e l’uguaglianza uno dei primi strumenti per combattere la violenza. Una Fondazione che, per la verità, ha esposto i due volti noti al femminile ad una serie di aspre critiche da parte di Selvaggia Lucarelli, che dalle colonne del Fatto Quotidiano ha attaccato l’attività dell’associazione definendola “spot”. La Lucarelli cominciava col raccontare che la sezione “eventi” sul sito della fondazione è aggiornata al 2012, che nella sezione notizie sono stati pubblicati otto articoli in tutto il 2017 e che tre di questi riguardano la borsa Trussardi creata per sostenere l’associazione (Hunziker è sposata con Tomaso Trussardi). Anche sulla pagina Facebook, scriveva la Lucarelli, l’attività non sembra essere molto aggiornata (tra maggio e settembre 2017 non è stato fatto alcun aggiornamento), si insiste molto sugli spot girati da Bongiorno e Hunziker, sulla richiesta di donazione del 5 per mille, ma sembra seguire molto poco le questioni di attualità.

La Lucarelli concludeva che in diversi commenti si legge di ripetute richieste di contatto all’associazione, tramite il numero di telefono segnalato sul sito o per mail, a cui non è mai stata data risposta. E ne vengono riportati alcuni, che risalgono anche a un anno fa. Le donne che hanno postato quei commenti hanno poi confermato di non essere riuscite a parlare con l’associazione quando ne avevano bisogno. Lei stessa ha fatto delle prove, telefonando: o la linea non funzionava o rispondeva una segreteria telefonica.

In ogni caso, vista l’impasse politica destinata a perdurare anche dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale, il profilo di Giulia Bongiorno in versione “leghista” potrebbe rivelarsi ottimo collante tra il partito di Salvini e il Movimento 5 Stelle, che la vede di buon occhio e potrebbe trovare in lei il nome su cui convergere per poter esprimere la prima donna premier della storia d’Italia. Un elemento di novità e cambiamento non indifferente.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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