Dalla Rocca delle Caminate a Villa Torlonia: le dimore del Duce ieri e oggi

di Daniele Dell'Orco
20 Ottobre 2016

Dei luoghi simbolo del Ventennio fascista sono centinaia quelli eretti durante il regime Mussoliniano e ancora in uso: stadi, stazioni ferroviarie, edifici istituzionali. Tra quelli più rappresentativi in assoluto, però, ci sono quelle che furono le varie dimore di Mussolini, ad oggi diventate perlopiù di uso pubblico. L’ultima in ordine di tempo è la Rocca delle Caminate, il castello che fu la residenza estiva del Duce, situata a pochi chilometri da Predappio.

La struttura originale risale al 1200 ma venne donata alla famiglia Mussolini nel 1924. Il restauro fu realizzato attraverso un “prestito littorio”, vale a dire una sottoscrizione tra tutti i cittadini che vollero fare un regalo al capo del fascismo. Quando il Duce vi soggiornava, veniva acceso sulla torre del complesso un grande faro che irradiava una luce tricolore. Oggi, l’amministrazione provinciale di Forlì, proprietaria dell’immobile, ha indetto un bando per trasformare la Rocca in una “casa dei ricercatori universitari” e un centro congressi, in collaborazione con l’Ateneo di Bologna. Il recupero della struttura è costato 4,5 milioni ed è stato finanziato anche dall’Unione Europea.

Proprio a Predappio sorge ovviamente la casa Natale del Duce: proprio per questo evento storico la città subì una radicale trasformazione; il tessuto urbano venne rifatto da cima a fondo seguendo i canoni del razionalismo con cui vennero edificate molti centri durante il Ventennio. Uno di questi edifici, negli ultimi mesi, è stato oggetto di polemiche vista la volontà dell’amministrazione comunale di Predappio di rivalutare l’ex Casa del Fascio, che sorge sulla piazza principale della città e che per decenni è stata abbandonata a se stessa. Con il progetto Predappio Europa  il comune vuole far diventare questo contenitore uno dei poli strategici per lo sviluppo culturale del territorio, con particolare riferimento alla storia del Ventennio.

A Roma, oltre a Palazzo Venezia dove praticamente il Duce trascorreva gran parte delle sue giornate, la residenza della famiglia Mussolini dagli anni Venti in avanti fu Villa Torlonia. Costruita nel ‘600 dalla famiglia Pamphilj, venne concessa al Duce dal principe Torlonia in cambio di un affitto simbolico di una lira all’anno. Con lo scoppio della guerra nei sotterranei venne costruito un rifugio contro i bombardamenti. Oggi è uno dei parchi pubblici più frequentati della Capitale.

Gioiello di architettura è Villa Feltrinelli a Gargnano, in provincia di Brescia, sita in riva al lago di Garda, che fu l’ideale sede operativa della Repubblica di Salò. Fu qui infatti che dopo l’8 settembre Mussolini venne confinato dai nazisti, senza particolari poteri effettivi. Sebbene le sedi ministeriali fossero coincide con il periodo più cupo e tragico del Ventennio. Dopo l’8 settembre Mussolini fu di fatto confinato dai nazisti sul lago di Garda, privato di ogni potere effettivo. Pur essendo solo la sede del ministero degli Esteri e di quello della Propaganda, Salò diede il nome alla Repubblica in virtù della presenza dell’agenzia Stefani, l’agenzia stampa ufficiale del regime (che divenne poi l’Ansa), e gli uffici dei corrispondenti. Le principali comunicazioni del governo insieme ai comunicati giornalistici erano inviati da Salò, e quelli dei due ministeri cominciavano con le parole “Salò comunica”. Il nome di Salò finì quindi col diventare un sinonimo del governo stesso. Oggi villa Feltrinelli ha lasciato alle spalle le tragedie della Storia ed è divenuta, anche in virtù della magnifica posizione in cui è situata, uno degli hotel più lussuosi d’Italia, con ristorante pluristellato.